Nuovo colpo ai Pesce e ai Bellocco: fermate 24 persone

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ROSARNO – Un nuovo duro colpo è stato inferto questa mattina alle cosche di Rosarno. Sono state infatti arrestate 24 persone accusate di associazione di tipo mafioso, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, favoreggiamento personale e intestazione fittizia di beni.
Si tratta di: Salvatore Barone di 49 anni (già detenuto), Giuseppe Bellocco di 27 anni, Domenico Bellocco di 25 anni, Umberto Bellocco di 77 anni (già detenuto), Giuseppe Ciraolo, di 29 anni (già detenuto), Michele Forte di 23 anni (già detenuto), Elvira Messina di 42 anni (già detenuta), Francesco Oliveri di 32 anni (già detenuto), Umberto Emanuele Oliveri di 27 anni (già detenuto), Giuseppe Spataro di 57 anni, Antonella Bartolo di 30 anni, Rossana Bartolo di 50 anni, Domenico Corrao di 40 anni, Giuseppe Comande’ di 31 anni, Mercurio Cimato di 45 anni, Fabio Cimato di 39 anni, Massimo Paladino di 43 anni, Biagio Sergio di 46 anni; e Salvatore Zangari di 49 anni.

Sono agli arresti domiciliari: Domenico Bartolo di 50 anni, Antonella Bruzzese di 29 anni e Giorgio Antonio Seminara di 37 anni.

L’operazione è la prosecuzione dell’operazione Sant’Anna che ha bloccato con numerosi arresti la riorganizzazione del ndrina tentata dal boss Umberto Bellocco.

Oltre alle persone già fermate lo scorso 16 luglio sono stati arrestati per associazione mafiosa Giuseppe Bellocco (figlio di Gregorio condannato all’ergastolo) e Domenico Bellocco (figlio di Michele, condannato a 17 anni nell’operazione Blue call – Tramonto). E’ stato emesso un nuovo provvedimento anche nei confronti di Giuseppe Spataro, lo zio di Giuseppe Pesce, fermato a metà luglio ma scarcerato per carenza del quadro indiziario. Per il nuovo provvedimento sono state determinanti le dichiarazione della collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce.

Le altre 13 persone fermate sono accusate di aver agevolato la latitanza di Giuseppe Pesce.

Il provvedimento di oggi scaturisce da due distinte attività investigative sviluppate dai Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale in due periodi differenti: la prima, tra settembre 2012 e ottobre 2013, finalizzata alla cattura dell’allora latitante Giuseppe Pesce, divenuto reggente della cosca dopo la cattura del fratello Francesco; la seconda, condotta tra i mesi di gennaio e giugno 2014, nei confronti di Umberto Bellocco (suocero di Giuseppe Pesce) e di altri esponenti della ndrina rosarnese.

Nel corso delle indagini il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio ha rilevato una evidente differenza tra il reddito dichiarato e l’effettivo tenore di vita degli indagati. Per questo motivo sono stati sequestrati beni per circa un milione di euro (due automobili, diverse attività commerciali, un’abitazionee numerosi conti correnti bancari, postali e titoli assicurativi).

L’indagine del Ros dei carabinieri é coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho e dai sostituti Alessandra Cerreti e Giovanni Musaró.