Migranti, presentato il rapporto Terraingiusta

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Riceviamo e pubblichiamo:

Medici per i diritti umani (MEDU) ha presentato oggi al Comune di San Ferdinando il nuovo rapporto Terraingiusta sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri nella Piana di Gioia Tauro.

A San Ferdinando oltre 2.500 lavoratori migranti vivono in condizioni spaventose in quello che è diventato uno dei più grandi ghetti d’Italia.

Nonostante gli impegni presi un anno fa, poco o nulla è stato fatto dalle istituzioni per migliorare le drammatiche condizioni abitative ed igienico-sanitarie in cui vivono i braccianti impiegati nella raccolta degli agrumi.

Anche le condizioni lavorative permangono segnate da forme di grave sfruttamento e dalla piaga del caporalato, nonostante un modesto aumento dei contratti di lavoro.

La salute non è adeguatamente tutelata, in conseguenza anche di personale socio-sanitario insufficiente e di ambulatori del servizio pubblico gravemente fatiscenti. Numerosi ostacoli burocratici contribuiscono ad erodere ulteriormente la fruizione dei più elementari diritti da parte di una popolazione costituita da giovani subsahariani giunti da poco nel nostro Paese attraverso un viaggio segnato da violenze ed abusi di ogni tipo, ma anche da donne spesso vittime dello sfruttamento della prostituzione e stranieri che vivono in Italia da diversi anni e ritornano a lavorare nelle campagne del Sud dopo aver perso il lavoro a causa della crisi economica.

Le proposte di Medici per i Diritti Umani per condizioni di vita e di lavoro più dignitose e sostenibili: dal rilancio dei centri per l’impiego alla legalità del lavoro, dai trasporti pubblici all’housing sociale, dallo sblocco della burocrazia alla valorizzazione del servizio sanitario pubblico attraverso personale adeguato e strutture dignitose.

Il report finale è corredato da una mappa sonora, curata da Medu ed Echis, accompagnata dalle foto di Nadia Lucisano e dalle musiche di Nosenso. Il reportage audio racconta le storie di alcuni dei protagonisti della filiera degli agrumi nella Piana di Gioia Tauro, attraverso le testimonianze raccolte tra ghetti ed aranceti