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L’urlo dei portuali: Non lasciateci soli

Prosegue da mercoledì 13 lo sciopero bianco dei portuali gioiesi

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Lo sciopero dei portuali
Lo sciopero dei portuali

Tre navi attraccate con i portelloni aperti. E’ questa l’immagine dello sciopero bianco che i portuali di Gioia Tauro hanno iniziato mercoledì 13 febbraio all’ora di pranzo.

Da quel giorno rispettano i turni di lavoro ma nel piazzale non c’è il solito via vai perchè i portuali sono in sala mensa, la sala che viene utilizzata per le riunioni, a braccia incrociate.

La protesta è scattata dopo che Mct ha confermato la volontà di licenziare 500 persone.

Lunedì la vertenza approderà nei palazzi ministeriali con l’incontro tra il ministro Toninelli, Mct ed Msc.

Martedì il ministro dei Trasporti si confronterà con le organizzazioni sindacali.

Il blocco avviato mercoledì è nato dai lavoratori.

In questa fase hanno decido di smarcarsi dai sindacati e vogliono essere identificati esclusivamente come portuali che difendono il proprio posto di lavoro.

«Non faremo ripartire le navi ferme e non chiuderemo i portelloni. – ci dicono al telefono – Se le navi partono l’interesse per la nostra protesta finisce».

«Msc e Contship fanno la guerra – proseguono i portuali riferendosi alla trattativa in corso tra le due aziende – ma le vittime siamo noi lavoratori».

Si sentono soli, poco considerati dalla politica ma anche dalla società civile che avvertono come molto lontana dalle loro istanze.

La solitudine dei portuali

«I sardi hanno solidarizzato con i pastori che rivendicano diritti sacrosanti mentre in Calabria nessuno pare rendersi contro del rischio che stiamo correndo e di cosa possano rappresentare 800 licenziamenti in un tessuto sociale dilaniato come il nostro. Chiediamo ai cittadini della Piana di stare con noi e di non lasciarci da soli a lottare».

Il calo dei volumi ed il conseguente ridimensionamento è secondo i portuali una scelta precisa dell’azenda monopolista: «il nuovo management ha fatto solo ed esclusivamente danni. Ha fatto precipitare la situazione. Non ci sono investimenti, i mezzi cadono a pezzi e loro parlano solo di licenziamenti».

La speranza è che la prossima settimana la vertenza imbocchi una strada positiva e i lavoratori sperano di poter tornare a lavorare come accadeva anni fa.

L’orgoglio dei portuali

«Abbiamo dimostrato in passato – ci dicono ancora – di essere all’altezza delle sfide più ambiziose. Grazie al nostro lavoro il porto di Gioia Tauro è stato costantemente tra i primi scali a livello mondiale».

Il piazzale è inaccessibile ai non addetti ai lavori e questo inevitabilmente ha reso molto poco mediatica la protesta.

Il sit-in

Il sindaco di Varapodio Fazzolari ha proposto di dare vita a un sit-in davanti al gate doganale per martedì mattina durante le riunioni romane tra ministero dei Trasporti e sindacati.