L’arrosto con patate e Margot

Un racconto di Annamaria Calderazzo

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«Il tuo arrosto con patate è insuperabile». Glielo ripetevo ogni giovedì a pranzo.

Era il nostro appuntamento fisso oramai, e come rituale sacro non poteva mancare un buon rosso che faceva da cornice al nostro chiacchiericcio.

Ci eravamo dati un giorno della settimana nel quale io e lei ci raccontavamo. Mi rendeva partecipe dei suoi impegni in associazione e delle sue letture recenti. Ed io le raccontavo di me, facendomi aiutare sulle scelte giuste da fare dimenticandomi, per qualche istante,  le responsabilità della quotidianità.

«Credo di essermi innamorata, sai!». Lei: «Finalmente hai tirato fuori la femmina che c’è in te, Signora Margot!!».

Le piaceva chiamarmi con quel nome. Le ricordavo la sua cara amica d’infanzia che, di amori travagliati, ne visse molti oltre che essere stata la sua testimone di nozze.

«…. Ehm … sentiamo… chi è il fortunato?».

Io: «Gabriel, si chiama Gabriel… è divorziato, appassionato di animali come me. Infatti, è stato al mio studio per un piccolo malessere del suo gatto, e niente, ci amiamo già!».

In poche battute cercai di riassumerle la mia situazione sentimentale, immaginando già le sue parole.

Con tono ironico ed arrendevole disse: «Gli unici uomini rimasti sulla faccia della terra, hanno già avuto a che fare con una donna. Chissà se questo sa cucinare, stirare o far l’amore? Perché mai è stato abbandonato?».

«La sua ex compagna lo tradiva con il suo migliore amico». le risposi.

Lei: « Evidentemente la trascurava o viveva come fosse in un albergo, mia cara. Margot, aprili sti occhi, sei tanto bella quanto intelligente ma non farti prendere per stupida. Non ci sono mica gli uomini di una volta».

Irritata, presi il cesto della frutta e lo poggiai sul tavolo. Sbucciai una mela velocemente, la mangiai e le dissi: «Tu te ne sei accorta che papà ti tradiva?».

«Si, ma erano altri tempi. Tu hai possibilità in più, non le sprecare dietro a storie che non hanno futuro», rispose lei.

Mi alzai, raccolsi le mie cose e andai via.

Dopo qualche mese le cose  finirono male con Gabriel, ma rimaneva, per consolazione, l’arrosto con patate di mamma!