Gioia Tauro: è guerra aperta tra Alessio e D’Agostino

Il candidato di centro destra attacca il suo avversario politico. Ballottaggio in un clima rovente

Il comune di Gioia Tauro
  • Aldo Alessio
  • Aldo Alessio

Meno 7 giorni al ballottaggio ed a Gioia Tauro si respira un’aria pesante: i due contendenti la carica di sindaco, Aldo Alessio e Raffaele D’Agostino, non se le mandano certo a dire e la loro campagna elettorale va avanti a suon di accuse ed insulti

Parole da cui si evince che i rapporti personali tra i due candidati sono tutt’altro che distesi. A rendere ancora meno sereno il clima tra D’Agostino e Alessio è stato anche l’attacco alla sede politica del candidato della sinistra, il quale non avrebbe accettato la solidarietà di D’Agostino 

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«Ho espresso la mia solidarietà al candidato Aldo Alessio attraverso un comunicato stampa – dice D’Agostino – La mattina dopo l’attacco alla sua sede politica mi trovavo nella mia sede, e mi è stato riferito che Aldo Alessio si trovava nelle vicinanze, così sono uscito per rivolgergli parole di solidarietà, ma nel vedermi mi ha evitato, dicendomi che non avrebbe accettato la mia solidarietà perché io non sono un uomo».

E ancora, attacca D’Agostino: «Sono stato io ad essere attaccato per prima, sono settimane che Alessio ripete di rappresentare il voto libero, accusando i miei elettori di voler affidare Gioia Tauro alle mani sbagliate. Il mio avversario vede sempre e solo sospetti ed ombre ma la mia vita politica e personale è tanto chiara quanto lineare, e sfido chiunque a dire il contrario».

A queste parole si aggiunge un’altra pesante accusa mossa da D’Agostino, il quale ha ipotizzato irregolarità presunte nel voto nel quartiere Ciambra, in cui dimora la comunità rom gioiese.