GIOIA TAURO – I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, diretti dal capitano Cinnirella, hanno eseguito ieri un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti del 39enne Antonio Esposito. L’ordinanza, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta del pubblico ministero distrettuale Giulia Pantano, è stata notificata nel carcere di Palmi, dove l’uomo è rinchhiuso dallo scorso settembre.
L’ultimo provvedimento è scaturito dalle indagini effettuate dai carabinieri che hanno portato l’uomo a essere indagato per i reati di rapina ed estorsione, con l’aggravante della metodologia mafiosa. Gli episodi contestati sarebbero accaduti lo scorso mese di luglio quando a Gioia Tauro sono state incendiate due attività imprenditoriali..
Esposito era finito in carcere a settembre (leggi l’articolo), quando i carabinieri l’hanno sorpreso sul ponte di Petrace con mille e cinquecento euro in contanti, frutto di una estorsione riscossa pochi minuti prima. Le indagini su Esposito erano state avviate quando una imprenditrice (R. E.) che opera a Gioia Tauro, sfinita dalle continue richieste, aveva deciso di andare dai carabinieri per denunciare l’estorsore.
Antonio Esposito ha precedenti penali, è stato coinvolto in passato nell’inchiesta Tirreno ed è considerato dagli inquirenti vicino al clan Piromalli.




