Gioia, dipendenti comunali senza stipendio da due mesi

Non hanno percepito la mensilità di maggio e il 27 non riceveranno neanche quella di giugno

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Il corpo forestale al comune di Gioia Tauro
comune di Gioia Tauro

Regole certe e puntualità nei pagamenti dello stipendio. Sono questi i due pilastri che hanno contribuito a mitizzare il posto fisso pubblico in Italia.

Il comune di Gioia Tauro ha sfatato questo mito. I dipendenti comunali infatti da due mesi non percepiscono lo stipendio.

E se a maggio i circa 190 lavoratori (tra effettivi e contrattualizzati) hanno in qualche modo superato l’ostacolo ricorrendo ai risparmi e al sostegno dei familiari, il secondo mese senza lo stipendio sta creando enormi difficoltà.

I rappresentanti sindacali nelle prossime ore formalizzeranno una richiesta di incontro ai commissari prefettizi che amministrano l’ente dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Nessuno tra i dipendenti ha voglia di rilasciare dichiarazioni ufficiali ma tra i lavoratori è palese la grande preoccupazione.

Da ciò che emerge infatti i ritardi potrebbero protrarsi e alla mensilità di maggio e a quella di giugno (che formalmente dovrebbe essere saldata il 27) potrebbero aggiungersi anche gli stipendi dei mesi successivi.

“Non è soltanto la difficoltà ad affrontare questo momento che mi spaventa – ha detto uno dei lavoratori – ma il fatto che nessuno ci abbia garantito che nelle prossime settimane la situazione si risolverà. L’impressione è che si navighi a vista”.

Nella pianta organica del comune sono tanti i lavoratori con famiglie monoreddito e sono ancor di più i dipendenti che facendo affidamento sul proprio stipendio hanno acceso mutui e prestiti con rate molto onerose. Questo ovviamente fa aumentare molto le difficoltà di quasi 200 famiglie.

Il comune di Gioia Tauro è in dissesto finanziario. Il pagamento degli stipendi (si tratta di una cifra che si aggira mensilmente intorno ai 400 mila euro) dovrebbe comunque essere garantito.

Se dall’incontro con i commissari non dovessero emergere novità positive le forze sindacali potrebbero decidere di proclamare lo stato di agitazione.