Frana Marinella, Ranuccio: «Già al lavoro per rimettere in sicurezza l’area»

Palmi, avviato uno studio insieme all'Unical ed alla Sapienza di Roma

Due settimane fa tre terribili frane staccatesi dal monte Sant’Elia hanno distrutto il tratto finale della strada Palmi-Marinella, rendendo inaccessibile ed insicura una delle spiagge simbolo di Palmi, la Marinella, apprezzata per la sua tranquillità ed il suo fascino.

I danni causati dalle frane sono ingenti e le somme necessarie per mettere in sicurezza il monte Sant’Elia e ripristinare la strada Palmi-Marinella, si aggirano intorno ad un milione e mezzo di euro.

Sarà un lavoro lungo ma necessario, e l’amministrazione comunale ha deciso sin da subito di affrontare il problema, dando avvio all’iter di messa in sicurezza del costone ed il ripristino della strada.

Le operazioni avranno inizio con una fase di studio tecnico – scientifico dettagliato, dal quale responso si avrà contezza degli interventi necessari per la messa in sicurezza del costone. L’analisi avrà il compito di individuare la presenza del rischio di ulteriori fenomeni franosi.

Dopo questa fase si procederà con il ripristino dello stato dei luoghi. In tal senso, la fase di indagine sul terreno sarà fondamentale per poi intervenire operativamente e restituire alla fruibilità un luogo tra i più belli d’Italia, operando interventi che possano scongiurare il rischio di ulteriori frane.

Le indagini saranno svolte dal geologo Rocco Dominici, docente presso il dipartimento di Geologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria. Il progetto sarà svolto in collaborazione proprio con l’Unical, oltre che con l’Università della Sapienza di Roma.

«Abbiamo deciso di approcciarci al problema in modo deciso ed approfondito, verificando le criticità dell’area con l’obiettivo di scongiurare la possibilità di nuove frane mediante interventi a lungo termine, prima di procedere alla ripristino dei luoghi – spiega il sindaco Giuseppe Ranuccio – Quest’ultima sarà una fase successiva, che verrà dopo la certezza della sicurezza dell’area. Capiamo l’importanza dell’accesso alla caletta, ma vista la delicatezza del tema non possiamo permetterci di agire con fretta e superficialità. Siamo impegnati giornalmente per la tutela e la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico del nostro territorio, per consentire la completa e sicura fruibilità di tutto il nostro patrimonio naturalistico».