Fondazione Seminara, si riparte da Pescàno

Il sindaco di Maropati: «In passato persi cospicui finanziamenti»

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L’atmosfera è stata quella fedelmente riconducibile alle origini e al carattere di Fortunato Seminara. La Festa della vendemmia, organizzata giovedì scorso in località Pescàno di Maropati dalla fondazione intitolata allo “scrittore solitario”, ha offerto un’emozionante opportunità a tutti i partecipanti all’evento.

Il fondo rurale di Pescàno è stato il luogo dove Seminara scriveva, il luogo della sua solitudine feconda, il luogo più amato.

La mattinata ha visto impegnati i volontari della Protezione Civile del Comune di Maropati nella raccolta dell’uva. Poi la musica, i canti popolari – eseguiti appassionatamente da Valentino Santagati, Michele Franco e America Liuzzo – sono stati un tuffo nel passato, in quel passato della vita dei contadini dove leggenda e mito si rincorrono ancora, diventando storia e storie da raccontare.

«Da quando è iniziato il nostro mandato – ha detto il sindaco Fiorenzo Silvestro – la Fondazione Seminara ha un nuovo Consiglio di Amministrazione. Questo fatto ha creato qualche malcontento, soprattutto da parte della ex presidente, signora Cordiano. Forse il paese è rimasto un po’ stupito da questo cambiamento, però ciò si è reso necessario perché intendiamo rilanciare le attività della Fondazione. In questi anni – ha aggiunto il primo cittadino – non si è fatto un lavoro strutturale, nel senso che si è pensato soltanto a piccoli eventi, per cui sono stati persi cospicui finanziamenti proprio per l’assenza di progetti adeguati e di lunga durata. Oggi – ha concluso – confidiamo molto sull’impegno del nuovo Cda».

Dopo avere espresso la propria soddisfazione, il presidente dell’importante istituzione culturale di Maropati, Giulio Ierace, ha spiegato il senso della giornata. «Intendiamo far conoscere questo luogo e farlo riscoprire a quanti lo conoscevano già. Pescàno è fondamentale per comprendere la figura di Fortunato Seminara – ha ribadito il presidente Ierace – perché è qui, in una stanzetta priva di energia elettrica, che lui concepiva le sue opere. Quella di oggi è una tappa che considero importante, in quanto contribuisce a portare alla luce questo luogo della memoria, che domina la Piana di Gioia Tauro».

All’iniziativa ha partecipato, fra gli altri, il parroco di Maropati, don Giuseppe Ascone.