È di Varapodio il mago dello spumante

Rocco Longo ha ricevuto il “Wine Australian Award” grazie ad una tecnica innovativa sui vini spumanti.

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É padre da soli 40 giorni, sua moglie Knittha è thailandese, ha studiato a Torino e ci parla direttamente dalla Tasmania. Ma il suo sangue è calabrese, precisamente di Varapodio. 

Si tratta di Rocco Longo, 34enne, vincitore lo scorso 5 marzo del Wine Australian Award, grazie ad una tecnica da lui messa a punto nella produzione di vino spumante, in grado di stabilire la giusta presenza di fenoli durante la pressatura delle uve.

Assegnista di ricerca alla University of Tasmania dal 2018, Rocco infatti ha iniziato una ricerca sulla produzione di vini spumanti e terroir del Pinot Noir.

Mentre gli parliamo in Italia sono le 5 e mezza del pomeriggio, mentre da lui, a Launceston, sono le 3 e mezza del mattino. È sveglio per dare il latte alla piccola Lavinia e nel frattempo ci racconta della sua passione per il vino e di questo bando vinto per poter finanziare e ultimare la sua invenzione.

ABARES OUTLOOK 2019 – Tuesday, 5 March 2019 – 09.11PM

“Quando devi estrarre succo dagli acini, più succo si vuole e più si pressa. – ha esordito – E più pressi, più fenoli estrai. Cosa poco gradita ai fini del gusto per un vino spumante da parte degli enologi. 

È proprio l’enologo infatti ad assaggiare il mosto e a stabilire quale parte del succo mettere in una vasca piuttosto che in un’altra.”

Per evitare la “soggettività” dell’enologo, seppur esperto, quello che Rocco sta cercando di fare, supportato dal suo gruppo di ricerca, è di creare uno strumento automatico che assista l’enologo durante la pressatura. Uno strumento dunque, che seguendo i criteri stabiliti dall’enologo stesso, indichi quando è il momento giusto per fermarsi in base alla quantità di fenoli voluta.

Il tutto avviene attraverso una tecnica spettrofotometrica. In poche parole, “grazie ad una sonda inserita mentre il succo viene pressato, – ha aggiunto Rocco – e uno specchio posizionato nel tubo da dove scende il mosto, in base alla luce emessa dalla sonda si deduce la concentrazione di fenoli”.

Grazie a quest’idea Rocco e il suo team hanno ricevuto il riconoscimento direttamente dal Ministro dell’agricoltura e delle risorse idriche David Littleproud.

Un ragazzo semplice Rocco, partito per l’Australia in cerca di nuove esperienze. Ma in Italia ha una famiglia con un papà, ex ispettore della polizia al Commissariato di Gioia Tauro che vive a Varapodio, e cerca di tornare almeno una volta ogni due anni. La sorella gemella Giorgia insegna a Torino e adesso è anche zia di Lavinia che sentiamo gemere di tanto in tanto mentre ciuccia dal suo biberon ed è il turno di riposo per la mamma.

In casa si cucina all’italiana, ma il mix di culture è evidente e ben amalgamato. Il vino non manca mai così come i valori e i principi calabresi che fanno parte di Rocco. Un padre che non dimentica la sua terra e da cui ha preso il meglio per potersi realizzare.