HomeCronacaDopo la terapia audiuvante Antonino Foti torna a casa dalla sua famiglia

Dopo la terapia audiuvante Antonino Foti torna a casa dalla sua famiglia

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Nei mesi scorsi si è sottoposto ad un intervento chirurgico delicatissimo, un’operazione al cervello resasi necessaria dopo la scoperta da parte dei medici di una malattia rara e potenzialmente letale, lesione espansiva parieto tempo talamico destro; oggi, finalmente, il rientro a casa.

Antonino Foti, il ragazzo di 16 anni di Gioia Tauro, operato in Spagna o scorso 6 dicembre dal neurochirurgo di fama internazionale Dottor Charlie Teo, ha fatto ritorno a casa, nella sua città, accolto dall’amore della famiglia e dall’abbraccio – seppur virtuale – di quanti in questi mesi lo hanno sostenuto in tutti i modi.

«Ai miei concittadini e non, da pochi giorni siamo rientrati, nostro figlio ha finito la terapia audiuvante, è tranquillo ma stanco a causa dei farmaci e dello stress emotivo», scrive papà Giuseppe su Facebook.

Antonino ha a lungo lottato tra la vita e la morte; la situazione nella quale versava era così grave da non far ipotizzare ai medici alcunché di buono: 4, 6 mesi al massimo di vita. Poi una speranza, l’operazione delicatissima che in un primo momento era prevista in Australia ma che, a causa delle condizioni di salute del ragazzo, è stata eseguita in Spagna.

La notizia che un intervento poteva rappresentare la speranza alla quale aggrapparsi per i familiari, ha scatenato la solidarietà dei cittadini della Piana che, attraverso una campagna di crowdfunding, hanno raccolto un’importante somma di denaro che ha consentito alla famiglia di Antonino di affrontare il viaggio fino in Spagna e pagare parte dell’intervento chirurgico.

«Tra circa 40 giorni – scrive il padre di Antonino – dovrà sottoporsi a nuovi esami ed Rmn di controllo, dove ci auguriamo che tutto proceda per il verso giusto. Siamo preoccupati ma determinati a curare nostro figlio nel miglior modo possibile, premettendo che laddove avesse necessità, lo porterò nuovamente all’estero per delle terapie mirate, che in Italia per ragioni economiche e burocratiche sono bloccate.

Cure che hanno dimostrato riscontri positivi, ce la stiamo mettendo tutta, senza mollare di un millimetro. Voglio ringraziarvi ancora tutti, concittadini e non, per come ci avete sostenuto, con affetto smisurato, siamo certi che se dovessimo avere ancora bisogno possiamo ancora contare».

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