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Demetrio Crucitti: “anticipare i festeggiamenti per il carnevale palmese”

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Riceviamo e pubblichiamo:
PALMI – Domenica 26 marzo 2012 come da tradizione a Palmi si rinnova l’“Ottava di Carnevale” giunta quest’anno alla 27° edizione e la particolarità di questa manifestazione è quella di svolgersi in periodo di Quaresima così come avviene nella città di Milano. Ma mentre nella città del duomo il posticipo della manifestazione carnevalesca è dovuto all’impossibilità di presenziare l’inizio dei festeggiamenti da parte del vescovo Sant’Ambrogio, fuori sede a causa di un pellegrinaggio, possiamo dire che invece nella città di Palmi vi sono origini e motivazioni poco chiare sullo slittamento nel pieno periodo quaresimale della data del carnevale. Sfogliando qualche antico testo apprendiamo che la più accreditata ipotesi che portò a tale scelta è che prima dell’unità d’Italia non era facile riuscire ad ottenere una fiera o una festa popolare nell’allora città di Palmi sotto la giurisdizione del regno borbonico.

Non era facile da parte delle Autorità preposte ottenere il rilascio dell’autorizzazione, soprattutto se questa “festa” era un qualcosa di non ancora ben definito; le autorità temevano che questa festa avrebbe potuto creare problemi a quelle similari che si svolgevano da tempo negli altri centri vicini. Infatti ogni paese aveva le sue usanze e le sue tradizioni con particolari appuntamenti mirati a richiamare soprattutto commercianti, in quanto la loro attività era una linfa vitale per l’economia cittadina. Da questo ne consegue che gli abitanti di Palmi, chiesero ed ottennero, di poter svolgere il carnevale quando nei paesi limitrofi i festeggiamenti legati a questa ricorrenza erano già finiti e così fissarono la data di inizio di questo evento nello stesso periodo in cui veniva festeggiato a Milano.
Le autorità amministrative e politiche locali autorizzarono quanto voluto dai cittadini probabilmente per due motivi: primo perché così concedevano alla città di Palmi la possibilità di svolgere il Carnevale in un tempo diverso senza sovrapporre la festività con quelle dei paesi vicini e in secondo luogo perchè in quel periodo, essendo le autorità politiche in netto contrasto con il clero, ciò costituiva anche un occasione per contrastare la Chiesa.
Oggi più che risposte vorrei sollecitare una riflessione su questo argomento indirizzata soprattutto a tutti i cristiani e a coloro che , cattolici come noi, credono in certi valori. Mi chiedo se sia giusto anticipare e festeggiare il carnevale così come avviene in quasi tutti i centri della nostra regione oppure se continuare a festeggiarlo in pieno periodo quaresimale così come avviene oggi.
A mio avviso celebrare il carnevale in questo periodo può indurre a vivere il tempo della quaresima in modo distorto ed essere trascinati ad ignorare le tappe fondamentali della nostra fede cattolica ripercorse nel periodo quaresimale. Eppure ricordo che sino a poco tempo fa, gli alunni , il giorno delle Ceneri venivano portati in chiesa proprio per dare inizio a questo percorso di preparazione alla santa Pasqua. Oggi invece si tende di più a considerare il giorno delle Ceneri come un evento che segna l’inizio di una festività dalle sembianze pagane come appunto il carnevale che piuttosto a far risaltare l’inizio del tempo quaresimale.
Io ritengo più corretto e giusto che il carnevale di Palmi venga anticipato per non turbare il periodo quaresimale che deve essere vissuto come un percorso di penitenza e di preghiera e di preparazione alla Pasqua. La Quaresima è un “tempo di rinnovamento spirituale” e un “tempo favorevole per la nostra salvezza”. Dal mercoledì delle Ceneri alla domenica delle Palme le Comunità cristiane vengono invitate dalla liturgia ad esprimere la conversione della loro vita verso Dio, verso la Pasqua, segno-evento della misericordia di Dio che vuole riconciliare a sè tutta l’umanità in Cristo Gesù, suo Figlio. E la mia riflessione vuole essere solo uno stimolo per noi cattolici ad un maggiore impegno al tempo quaresimale: tempo di preghiera, di perdono e di conversione.