Sono diventate definitive le condanne contro il clan Molè di Gioia Tauro.
E’ arrivata infatti nei giorni scorsi la sentenza della Corte di Cassazione sul processo nato dall’inchiesta Mediterraneo.
La notizia della sentenza è stata pubblicata questa mattina da Francesco Altomonte su Gazzetta del sud
Le condanne
I giudici della Suprema Corte hanno confermato le condanne emesse dalla Corte d’appello di Reggio Calabria nei confronti di Antonio Molè (11 anni e 4 mesi), Khayiam Ayoub Baba (13 anni e 4 mesi), Carmelina Albanese (2 anni e 8 mesi), Fiorina Silvia Reitano (6 anni).
Confermate inoltre anche le condanne nei confronti di Antonio Albanese (6 anni), Ippolito Mazzitelli (6 anni), Domenico Mazzitelli (6 anni e 6 mesi), Carmelo Stanganelli (10 anni e 4 mesi)), Carmelo Cicciari (6 anni e 8 mesi), Gaetano Cicciari (7 anni), Giuseppe Guardavalle (3 anni e 8 mesi), Eugenio Ferramo (2 anni e 4 mesi), Stefano Sammarco (11 anni e 4 mesi), Cosimo Amato (6 anni), Fabio Cesari (8 anni e 8 mesi), Girolamo Magnoli (10 anni) e Pasquale Saccà (8 anni e 8 mesi).
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi del collaboratore Marino Belfiore (3 anni e 6 mesi), Giuseppe Belfiore (6 anni), Domenico Galati (2 anni e 4 mesi) e dell’altro collaboratore Arcangelo Furfaro (12 anni).
Annullate due condanne
La Cassazione ha annullato la condanna nei confronti di Giovanni Burzì e ha inviato gli atti alla Procura di Vibo, per incompetenza territoriale dei giudici che lo hanno giudicato.
È stata annullata la sentenza nei confronti di Domenico Signoretta solo però in riferimento all’aggravante mafiosa, con rinvio alla Corte d’appello di Reggio Calabria per un nuovo giudizio.
L’operazione Mediterraneo
L’operazione Mediterraneo è scattata nel giugno del 2014 da un’indagine della DDa di Reggio Calabria che ha ricostruito il tentativo della cosca Molè di riorganizzarsi dopo l’omicidio di Rocco Molè, avvenuto nel 2008.
Le condanne in Appello
Erano già stati condannati e non avevano fatto ricorso in Cassazione: Antonio Molè classe ’90 (6 anni e 9 mesi), Antonio Bonasorta (6 anni e due mesi), Patrizio Fabi (8 anni) e il collaboratore Pietro Mesiani Mazzacuva (3 anni e 8 mesi).





