Dalle baracche alle tende

Dopo lo smantellamento delle baracche, la maggior parte dei migranti si sposterà nelle tende dall'altro lato della strada

Lo smantellamento della baraccopoli
Lo smantellamento della baraccopoli

“E’ il trasloco più mediatico e costoso della storia”. La frase di uno dei volontari che questa mattina ha assistito allo smantellamento della baraccopoli della zona industriale di San Ferdinando rende bene l’idea di ciò che è effettivamente accaduto.

La maggior parte dei migranti che viveva nelle baracche infatti ha attraversato la strada per cercare un posto nelle tende installate a poca distanza dal campo gestito dalla Caritas e dal comune di San Ferdinando.

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Le tende non sono sufficienti ma dalla Prefettura hanno fatto sapere che ne saranno installate delle altre.

Umanità e legalità

Il prefetto Di Bari, giunto alla baraccopoli in tarda mattinata ha detto che l’operazione è servita a «coniugare umanità e legalità».

Molti dei migranti hanno lasciato le baracche ieri. Qualcuno è partito ma la maggior parte dei braccianti ha solo deciso di “sparire” per qualche giorno in attesa che l’attenzione sulla zona torni quella di sempre.

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In pochi hanno scelto Cas e Sprar

In pochi hanno scelto di partire come suggerito dalla Prefettura per andare nei Cas o negli Sprar. E alcuni che erano partiti sono già rientrati.

Quelle strutture sono lontane dai campi in cui è possibile lavorare e inoltre la maggior parte dei migranti è legata al commissariato di Gioia Tauro per tutte le pratiche relative al rinnovo dei documenti.

Il pericolo della baraccopoli

L’ordinanza di sgombero della baraccopoli era certamente un atto dovuto.

Il pericolo di nuove tragedie era altissimo e le condizioni in cui vivevano i migranti disumane.

La “temporanerità” della tendopoli

L’impressione è però che si navighi a vista e non ci sia una strategia efficace per evitare il formarsi di nuovi ghetti.

Da questo punto di vista le rassicurazioni sulla “temporanerità” della nuova tendopoli, lasciano il tempo che trovano. Basti pensare che la baraccopoli demolita oggi è sorta dove la Protezione civile aveva installato un’altra tendopoli.

Il campo gestito dalla Caritas ha gli ingressi controllati e le condizioni minime di vivibilità (corrente elettrica, docce, acqua calda). Le nuove tende però sono al di fuori del perimetro di quel campo e non hanno di conseguenza gli stessi standard.

Tra forze di polizia e reporter

Centinaia di agenti hanno presidiato la zona intorno alla baraccopoli dall’alba.

Per avvicinarsi al campo era necessario superare i blocchi della Polizia.

Tantissime erano anche le troupe di testate nazionali e locali arrivate prestissimo per immortalare il lavoro delle ruspe che hanno iniziato ad abbattere le baracche.