D’Agostino: «Mai difeso la scelta di Palmi, ma i documenti non possono essere messi in discussione»

0
1147
Raffaele D'Agostino
Raffaele D'Agostino
Raffaele D’Agostino

GIOIA TAURO – Durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Gioia Tauro, incentrato sulla sanità, il consigliere provinciale Raffaele D’Agostino è stato più volte chiamato in causa dal sindaco Renato Bellofiore, da molti consiglieri e, ad assemblea conclusa, dal consigliere provinciale Rocco Sciarrone.

L’accusa ricorrente è stata quella di non voler lottare in favore dell’ospedale unico a Rizziconi. Per questo abbiamo deciso di contattare Raffaele D’Agostino e sentire le sue ragioni.

Come mai non ha partecipato al consiglio di ieri?
Non era un consiglio aperto, nessuno aveva preannunciato la possibilità di intervenire al termine dell’assemblea. Se lo avessi saputo, sarei andato e avei spiegato la mia posizione.

Qual è?
Voglio essere chiaro. Non voglio l’ospedale a Palmi e non ho mai difeso quella scelta. Ho semplicemente fatto la cronistoria precisa dei fatti che hanno portato a quella decisione. Io sono a favore della salute dei cittadini e della verità.

Quindi a suo parere la battaglia è ormai fuori tempo massimo?
Si è tardiva. Il sindaco è stato bravo a mettere nel sacco l’opposizione. Nel 2008 Bellofiore invece di raccogliere firme, avrebbe dovuto organizzare la manifestazione che propone ora contro la decisione dell’ospedale nuovo.  Voglio precisare che all’epoca anche io ero un libero cittadino senza alcuna possibilità di incidere su quella scelta. Ora dobbiamo essere realisti, i documenti non possono essere messi in discussione e la battaglia intrapresa è già persa. Mi faccia però dire un’altra cosa…

Dica pure
L’assessore Nardi ha parlato degli sperperi nella sanità e ha ragione, ce ne sono stati tanti, soprattutto in passato. Per la precisione gli sprechi nascono dai comitati di gestione delle vecchie Ussl. Quei comitati hanno creato ospedali fotocopia e circa duemila dipendenti.

Il documento varato dal consiglio è passato all’unanimità. Lo ha votato anche il vicepresidente Guerrisi, membro del suo stesso partito e suo sostenitore alle scorse provinciali.
Ha ritenuto di assumere questa posizione ma non lo ha fatto in contrasto col movimento Sud. Per noi l’autonomia e la libertà di pensiero è una priorità.

Il sindaco ieri si è chiesto perchè, a suo tempo , lei non indicò la possibilità di utilizzare i terreni della Regione a Rizziconi per la costruzione dell’ospedale.
A che titolo l’avrei dovuto fare? Non ero ancora consigliere provinciale e non ero più vicesindaco. La cosa grave è che il sindaco ha saputo solo su mia indicazione che sui quei terreni c’è il centro sperimentale dell’Arssa.

Lei l’ha accusato di incompetenza e ieri Bellofiore ha risposto leggendo alcuni passi di una relazione della Corte dei Conti.
E’ stata una risposta di basso profilo. Ha letto alcuni passi della relazione Bochicchio, relativi a una trasferta a Roma, ma non ha detto che per me non ha avuto nessun seguito, mentre altre persone citate stanno ancora pagando. La condanna della Corte dei Conti citata dal sindaco riguarda una presa d’atto di una decisione monocratica del sindaco pro tempore, votata dalla giunta di cui facevo parte. La sentenza non è definitiva e la posizione di uno degli assessori è stata stralciata.

Il sindaco sostiene che lei dice in giro che sono arrivati al Comune i fondi regionali in favore degli alluvionati mentre non è ancora arrivato nulla.
Alla gente ho detto che i decreti sono bloccati alla ragioneria perchè il sindaco ha impiegato 10 lunghissimi mesi per stilare la graduatoria per gli alluvionati, incappando così nel patto di stabilità della Regione che ha bloccato l’erogazione di qualsisasi somma. Hanno impiegato molto più tempo del necessario.

Perchè voi rappresentanti politici gioiesi invece di collaborare tra voi, fate la guerra?
All’inizio del mio mandato ho tentato di fare da coordinatore in modo da dipanare le vicende locali e risolvere i problemi di comunicazione tra enti. Mi sono però immediatamente reso conto che tra noi c’è un modo di vedere le istituzioni agli antipodi. Loro amano allarmare le masse, allertarle ed esasperarle, io credo nella competenza e nell’autorevolezza. Non c’è modo di conciliare queste due visioni.

Lucio Rodinò