Da spiaggia più bella d’Italia a luogo d’incuria: il declino di Rovaglioso

Palmi, alle porte dell'estate la spiaggia perla della Costa Viola si presenta in preda all'abbandono ed alla sporcizia

Rovaglioso. Basterebbe solo pronunciare o leggere questa parola per capire che siamo di fronte ad un luogo di rara bellezza.

Una caletta a picco sul mare, incastonata tra gli scogli ed immersa nel verde in cui regnano l’incanto e la pace.

Nel 2013 Legambiente l’ha eletta tra le spiagge più belle d’Italia al termine di una campagna online che ha coinvolto anche turisti da tutto il mondo, e proprio da quell’anno, dal 2013, l’accesso alla cala – che fino ad allora avveniva solo via mare – è possibile anche via terra, grazie ad un intervento di ripristino dei luoghi realizzato con fondi provinciale dall’allora vicesindaco Giuseppe Saletta.

Ma di quel luogo bello ed incantato oggi resta ben poco. 

Arrivare fino al mare è difficoltoso, per via della presenza di un ammasso di erba e rovi che ricoprono il sentiero. I gradini lungo il percorso sono sconnessi, e camminare è difficile, nonché pericoloso.

Le panchine, realizzate lungo il sentiero per permettere una sosta, specie a chi affronta la dura salita dalla spiaggia, sono inutilizzabili perché sommerse dalla vegetazione. Ed il corrimano in legno è stato divelto.

L’area parcheggio, poi, è un ammasso di erbacce e rifiuti. Un mix di incuria ed inciviltà, dunque, hanno trasformato quell’angolo di paradiso in un luogo indecoroso e sporco.

Rovaglioso è il fiore all’occhiello di tutta la Costa Viola, una caletta naturale sormontata da scogliere e anfratti che si apre al termine di un costone che scende a picco sul mare, coperto di zagare e fichi d’india in un paesaggio davvero unico; avrebbe potuto essere il luogo turistico per eccellenza della città e della Costa Viola, ma purtroppo in queste condizioni no, non può esserlo.