Coronavirus e genitorialità: al via un progetto promosso da un professionista gioiese

Giancarlo Murisciano, dottore in Fisioterapia e Psicomotricità, ha dato vita all'iniziativa assieme ad una collega di Avezzano

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Più di un mese fa iniziava la fase di distanziamento sociale in Italia, una misura obbligata per contenere la diffusione dei contagi da Coronavirus. Ci siamo trovati catapultati in una realtà che non ci apparteneva e non ci appartiene, fatta di più che limitati contatti esterni, di solitudine in molti casi.

L’isolamento sta mutando molti aspetti della nostra quotidianità. Un professionista gioiese, Giancarlo Murisciano, dottore in Fisioterapia e Psicomotricità, ha utilizzato questa fase di distanziamento sociale per dare vita, insieme ad una collega di Avezzano, ad un progetto chiamato “SEPR-covid 19 Studio sulle Emozioni e Psicomotricità Relazionale nel periodo di diffusione del Covid-19”.

Si tratta di un questionario che ha l’obiettivo di indagare la sfera emotivo-relazionale dei bambini correlata alla genitorialità in questo momento storico, l’ “approccio psicomotorio” genitoriale durante il Covid – 19, vale a dire come le famiglie stanno affrontando la gestione della sfera emotivo-motoria dei propri figli, che rappresenta una situazione nuova.

«Ci troviamo davanti al cambiamento dell’assetto parentale e delle relazioni interfamiliari – spiega Murisciano – In primis, la domanda che ci si è posti è se ci possa essere una riscoperta delle tradizioni e da qui il pensiero della direzione in cui si stia andando. A livello psicomotorio si è voluto indagare se vi fosse all’interno dei nuclei familiari una ripresa dei “giochi tradizionali”, di momenti di condivisione con il gruppo famiglia ed il movimento dei bambini in casa».

Per rispondere al questionario basterà collegarsi all’indirizzo https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf6RsDt3hx4MOijs-3g96W4o2oCn4LUXILeNcAgxfBDt2oG7A/viewform?fbclid=IwAR0Cx3t8onWyMSv5NS6tkobkHZXOYKvi2tX0KpglqjRRDOQ_TVXS0QP577s

La raccolta dei dati sarà condotta in forma anonima, ed il test è strutturato in modo tale da non essere riconducibile alcuna persona fisica. Richiederà circa 15 – 20 minuti di tempo, ma la collaborazione di ogni famiglia risulterà preziosa al fine di un maggior benessere e tutela dei bambini nel post Covid – 19.

«Chiediamo a tutti i partecipanti, mamme o papà, di prendersi il tempo necessario per una compilazione del test qualitativa, avendo una totale libertà di risposta – conclude Murisciano –  Il progetto SEPR – Covid19 può rappresentare una concreta iniziativa per comprendere lo stato psicomotorio dei bambini italiani. Per garantire una maggiore affidabilità dei dati vi chiediamo di essere in tanti ad aiutarci diffondendo il questionario».