Coronavirus: dopo il primo caso in città, Rosarno si chiude

Misure ancora più drastiche per scongiurare il rischio di diffusione del virus

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Giuseppe Idà
Giuseppe Idà
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Rosarno questa mattina si è svegliata blindata: l’ordinanza sindacale emessa nella serata di ieri dal primo cittadino Giuseppe Idà, dopo la notizia di una donna con coronavirus Covid-19 in città, ha di fatti chiuso Rosarno e limitato ancora di più gli spostamenti fino al 3 Aprile prossimo.

Una misura drastica, ma il rischio che i contagiati possono aumentare, non ha lasciato chance al sindaco, alla luce del fatto che ci sarebbero in città altre cinque persone con sintomi riconducibili al contagio da coronavirus.

Ci si potrà spostare solo per motivi di lavoro certificate, per fare la spesa ed acquistare beni di prima necessità; non sarà possibile recarsi in abitazioni diverse da quella di residenza o domicilio ed è fatto assoluto divieto di assembramento. Chi si sposta dovrà indossare obbligatoriamente una mascherina di protezione.

Chiuse tutte le attività commerciali, all’ingrosso ed al dettaglio, industriale, edilizia e del settore terziario, artigianale, e le attività produttive in generale dalle ore 13 sino alle ore 7 del mattino del giorno successivo, ad eccezione di supermercati e punti vendita di generi alimentari, attività di ristorazione svolte a domicilio, lavori e attività agricole e zootecniche, che rimarranno aperti non oltre le ore 18 e dove si accede a turno nel rispetto della distanza interpersonale di sicurezza di 1 metro ed evitando assembramenti di persone.

Farmacie e parafarmacie, potranno restare aperte fino alle ore 20:00, per garantire un servizio essenziale al territorio.

Ambulatori medici, laboratori analisi e studi medici privati dovranno rimanere chiusi nelle ore pomeridiane e dovranno garantire che nelle sale d’attesa non vi sia assembramento di persone.

Stop anche al passeggio e alle attività sportive, anche singolarmente svolta, se non rientrante tra le situazioni di necessità, e quindi giustificate da apposito certificato medico.

Chiunque lavora al chiuso deve avere dal proprio datore di lavoro un dispositivo di protezione minimo (mascherina chirurgiche e guanti in lattice usa e getta).

Gli animali domestici potranno essere portati a passeggio al guinzaglio per i bisogni e ad una distanza di non più di 150 metri dall’abitazione; i padroni dovranno essere muniti di sacchetto e paletta per lasciare pulito.