Coronavirus: «A Sinopoli siamo nel panico, qualcuno ci aiuti»

Lettera di una lettrice che chiede alle autorità competenti di fare qualcosa in favore dei cittadini del centro aspromontano

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Sinopoli
Sinopoli

Buongiorno,

scrivo a Lei, perché non so a chi rivolgermi.

Vivo ormai da anni fuori, ma sono originaria di un piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, Sinopoli, piccolo paese di 1900 anime (sulla carta, visto che tanti ormai vivono fuori) ai piedi dell’Aspromonte. Il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose qualche tempo fa, è commissariato. Purtroppo in questi casi si sa come funziona: avere un sindaco che si occupi della comunità fa la differenza.

Anche il paese vicino, Sant’Eufemia d’Aspromonte, è commissariato, e San Procopio, altro piccolo paese attaccato a Sinopoli, non ha nessuno nella giunta comunale che sia originario del posto.

Bene, veniamo a noi: siamo totalmente abbandonati.

A Sinopoli si sono registrati casi di Coronavirus; dal Comune nessuno comunica niente, la gente è nel panico, le cose si vengono a sapere solo tramite voci di paese, al momento ce ne sarebbero 8, cifra abbastanza irrisoria se si pensa alle cifre lombarde, ma importante se rapportata a un piccolo paese popolato effettivamente da 1000 anime.

Tutti i casi sono accomunati dal luogo di residenza di queste persone: vivono tutte nello stesso quartiere. Beh, nessuno fa niente, chissà quanti asintomatici ci saranno? Io penso che sia il caso di prenderlo qualche provvedimento, di aumentare i controlli e di garantire sicurezza a una popolazione, che non sa a chi appellarsi.

Lettera firmata