Comunali Cinquefrondi, Alì suona la carica: «Con la nostra rivoluzione sociale siamo l’alternativa a Rinascita»

Intervista alla candidata a sindaco della lista Risveglio

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In vista del voto per l’elezione diretta del sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale di Cinquefrondi dei prossimi 24 e 25 maggio, proponiamo l’intervista alla candidata a sindaco per la lista Risveglio Maria Lucia Alì.

Maria Lucia Alì qual è stata la ragione che le ha fatto accettare la sfida e candidarsi a sindaco di Cinquefrondi? «Il senso di responsabilità verso la cittadinanza. Già in consiglio comunale, da consigliere, ho cercato di rappresentare le istanze dei cittadini controllando gli atti dell’Amministrazione. Vogliamo essere l’alternativa a Rinascita di cui critichiamo gli ultimi 11 anni di gestione».

Su quali presupposti e per colmare quali mancanze politiche di questa Amministrazione uscente è nata la lista Risveglio? «Noi vogliamo mettere al centro quei servizi sociali che mancano da tempo alla comunità. Non basta la sola presenza dell’assistente sociale o iniziative di un solo giorno a sopperire ai bisogni delle persone in stato di necessità. Servono progetti a lungo termine. Noi, alla rivoluzione civile di Rinascita, contrapponiamo la nostra “rivoluzione sociale”».

Una domanda è ricorrente negli ambienti politici: 9 candidati sono una scelta minimalista voluta o rappresentano una certa difficoltà a coagulare più persone attorno alla vostra proposta politica? «Non sul nostro programma, semmai abbiamo riscontrato tanta sfiducia e disamore nei confronti della politica. È una costante anche di altre realtà cittadine e mi amareggia che soprattutto le donne disertino la politica, come accaduto per la limitazione di presenze della nostra lista».

Nel vostro programma si coglie una certa intenzione di puntare su trasparenza, dialogo e serietà amministrativa. Quello che, a suo avviso, è mancato all’Amministrazione Conia? «Si. Penso che questa Amministrazione sia stata carente di dialogo con la popolazione. Lo testimoniano le scelte compiute, come il tema del dissesto sfiorato sul quale noi ci siamo spesi per correggerlo e farlo approvare dalla Corte dei Conti. Il piano proposto, ad esempio, limita le assunzioni di personale lasciando inalterata la possibilità di spesa per realizzare le feste…» 

La conurbazione che proponete nel programma è un’utopia o un progetto davvero condiviso e possibile? «La conurbazione la sosteniamo da tempo, non è utopia. Ci sono modelli di conurbazione a cui ispirarsi già realizzati e poi, di fatto, il nostro territorio viciniore è già conurbato: ci hanno pensato direttamente i cittadini con le loro abitudini. Senza perdere le identità storiche di ciascuna realtà, si tratta di uno strumento utilissimo soprattutto sul piano dei finanziamenti e dei servizi».

Lei è stata all’opposizione di questa Amministrazione uscente. Avendolo studiato politicamente più da vicino, qual è il punto debole di Conia che le permetterà di batterlo? Qual è il lascito che, eventualmente, si aspetta di trovare dalla gestione Conia? «Conia sa vendersi bene politicamente sponsorizzando progetti che però poi rimangono sulla carta. Troppo spesso Cinquefrondi è stata descritta da questa Amministrazione come non è nella realtà. Erediterò un Ente senza un PSC moderno, un paese spopolato, senza un piano commerciale efficace, specie per il centro storico, e intere zone abbandonate al degrado».

Parliamo di tributi locali. Avete sempre rimproverato l’alta tassazione su acqua e rifiuti, rilevando servizi non all’altezza. Qual è la vostra proposta in merito? «Il piano di rientro scelto è vincolante per chiunque, dovendo mantenere alta la pressione tributaria locale. Sono oltre 3 i milioni di euro di debito nascenti, tra l’altro, da una fortissima evasione tributaria divenuta irrecuperabile per gli anni 2015/2022. Noi faremo pagare tutti con tariffe, speriamo, più eque puntando su sensibilizzazione e consapevolezza».  

A proposito di acqua, visto che è un argomento caldo per i cittadini, qual è la vostra ricetta per invertire la rotta e rendere continua la distribuzione e migliore la rete idrica? «C’è stato un errore di fondo con l’utilizzo dei fondi del PNRR che potevano essere prioritariamente indirizzati per risanare l’intera rete idrica comunale così come hanno fatto tanti altri Comuni. Toccherà a noi impegnarci a ottenere finanziamenti dedicati che possano portare definitivamente alla ristrutturazione di tutto l’impianto idrico facendo pagare meno anche i cittadini».

La viabilità del centro urbano, il centro storico e le periferie sono temi ricorrenti nelle vostre iniziative elettorali. Come pensate di rivitalizzare queste aree strategiche della città? «Prioritariamente, la viabilità su viale Pertini dovrà essere rivista con la collaborazione dei commercianti dell’area. Poi, la revisione del piano strutturale permetterà l’ampliamento delle zone commerciali, industriali, sportive e ricreative consentendo di decongestionare il traffico cittadino. Infine, dovremmo pensare ad una nuova azione di rigenerazione urbana a favore dei cittadini per migliorare la vivibilità della città».

C’è qualche punto del programma del suo avversario che prenderebbe volentieri a prestito? «Nulla in particolare. Certamente conserveremo, ed anzi miglioreremo, quello che di buono è stato fatto».

Qual è la vostra visione amministrativa per il prossimo quinquennio per Cinquefrondi? «Punteremo sui servizi sociali, che mancano, e che istituiremo per dare vita ad un sistema integrato di servizi realmente vicino a tutte le famiglie. Realizzeremo un centro diurno per il ritrovo degli anziani ma anche uno sportello di ascolto per coloro che vivono problematiche di solitudine, disagi ed emarginazione. E poi, riprenderemo il centro di salute mentale e terremo molto a cuore il tema della disabilità».  

Lei è contemporaneamente candidata a sindaco, segretaria del locale circolo del Partito Democratico e consigliera comunale uscente di SiAmo Cinquefrondi: lo ritiene più un peso o un valore aggiunto nelle preferenze di voto dei cinquefrondesi? «Io ho sempre fatto politica come servizio gratuito alla mia collettività. Non colgo differenze tra i ruoli. La mia priorità è fare politica mettendomi al servizio dei cittadini e dei loro bisogni. E rivendico l’essere una donna di sinistra che crede negli ideali di solidarietà e vicinanza ai più deboli».

Giorno 26 maggio: se avrà vinto, cosa cambierà per i cittadini? E, se perderà, cosa cambierà per lei? «Se vincerò, intenderò cambiare la vivibilità di questo paese per essere vicino ai bisogni dei cittadini in maniera imparziale. E sarò il sindaco di tutti, rifiutando logiche clientelari. Se perderò, continuerò a fare la mia politica, sempre a difesa dei cittadini, della libertà di espressione e del dissenso».    

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