Cittadini gioiesi in giro per la città? «Altro ché, qui le regole vengono rispettate»

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Nei giorni scorsi è andato in onda su Video Calabria un servizio del conduttore televisivo Lino Polimeni, girato a Gioia Tauro il 24 Marzo. Il servizio mostrava le immagini girate nella città del Porto, in un punto nevralgico, ossia la rotatoria che congiunge la Strada Provinciale 1 e la Strada Statale 18, in un orario “di punta”, ossia mezzogiorno circa.

Un lettore ha voluto replicare al servizio di Lino Polimeni, inviando in redazione una lettera che pubblichiamo integralmente.

Caro Lino,

sono Clemente Corvo; mi permetto di relazionarmi con te dandoti il “tu”, visto che nelle occasioni in cui ci siamo interfacciati così abbiamo fatto.

Desideravo porre dei sostanziali correttivi relativamente a quanto si evince dal servizio che hai effettuato, in merito alla situazione attuale di restrizione per il contenimento del contagio da Coronavirus a Gioia Tauro.

Posso con certezza affermare che quanto tu fai vedere nel servizio è relativo ad un orario (ore 12) di punta, tenuto conto che fino alle ore 14.00 è possibile espletare (col rigore che il decreto impone) le contingentate commissioni: acquisto di medicinali in farmacia, acquisto di derrate alimentari, accesso a uffici bancari e postali.

L’arteria cittadina in questione è quella nevralgica. Preciso che dalle ore 14 in poi, nessuno, tranne che per motivatissime esigenze, circola in paese.

È altresì valido, auspichiamo che lo sia anche ad emergenza finita, il controllo da parte delle forze dell’ordine preposte al rispetto delle regole, le quali stanno facendo un lavoro veramente eccezionale sotto tutti gli aspetti.

Il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio ha per molti versi anticipato e inasprito quanto i decreti ministeriali fin qui emessi recitavano; posso anche affermare con certezza che la gente di Gioia Tauro, fino ad oggi, è stata esemplare nel rispetto di quanto richiesto, con la civile consapevolezza che adeguarsi alle disposizioni era salutare per il singolo e per gli altri.

Avrei gradito che piuttosto tu avessi posto l’accento sulla situazione concernente la sanità locale , grandissimo tallone di Achille della intera comunità della Piana.

I posti letto assegnati all’ospedale di Gioia Tauro, il personale medico e paramedico annunciati, le apparecchiature per fronteggiare l’emergenza, esistono solo sulla carta e negli enunciati; sarebbe doveroso gridare affinché la macchina in toto individuata per la grave circostanza, fosse già presente sul campo.

Qualsiasi ritardo in tal senso , oltre che gravemente deleterio per tutta la popolazione, ci porrebbe ancora una volta al negativo giudizio del mondo intero, che ci definisce incapaci di qualsiasi strategia organizzativa.

Il nostro sindaco aveva anche valutato l’opportunità che una nave della MSC, cosi come accaduto a Genova, venisse attrezzata per la bisogna, stazionando nel porto di Gioia Tauro; la governatrice della Calabria ha bocciato tale iniziativa.

Sono a conoscenza delle circostanze che in altre regioni, non appena si è delineata una strategia operativa, immediatamente la protezione civile si è adoperata per eseguire in maniera celere e puntuale quanto previsto; mi domando: «Noi perché dormiamo?».

Lungi quindi dal voler fare polemica, desidero correggere il tiro, relativamente al circostanziato comportamento della popolazione gioiese circa le disposizioni poste in essere con i decreti attualmente vigenti e trovare in te un alleato affinché vengano sollecitate le autorità preposte a creare quel minimo di avamposto sanitario che la trascurata gente che vive alle nostre latitudini merita.

Un cordiale saluto ed  in bocca al lupo.

Clemente Corvo