Casa della Cultura, la relazione tecnica non impone la chiusura dei locali

Palmi, nei documenti redatti dai dirigenti Scarfone e Garipoli, non emerge la necessità di vietare gli spettacoli nell'Auditorium

Manutenzione della scala d’emergenza posteriore, eliminazione degli ostacoli dall’ingresso principale, potenziamento della segnaletica d’emergenza, intervento sul quadro dell’auditorium, sostituzione luci d’emergenza non funzionante, verifica degli estintori, eliminazione del materiale infiammabile, riduzione del numero degli utenti e qualche altro piccolo accorgimento.

Sarebbero questi, stando alla relazione tecnica redatta in data 2 Gennaio 2018 dal dirigente del settore lavori pubblici Antonino Scarfone, gli interventi immediati da realizzare nei locali della Casa della Cultura, la cui chiusura è stata decisa dal sindaco e dalla giunta nella sera del 9 Gennaio per motivi di sicurezza.

Ape maia
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Lavori per un totale di 2.500 euro, giudicati urgenti dall’amministrazione comunale, che hanno fatto saltare la stagione teatrale organizzata dall’associazione “Amici della Musica”, generando indignazione e malcontento in città.

Nella stessa relazione sono indicati altri interventi per 70mila euro, da eseguire nel breve periodo, che riguardano la verifica generale dell’impianto elettrico, dell’impianto generale, la verifica dell’impianto clima, la realizzazione di un sistema di rilevazione incendi, aumento delle vie di esodo, potenziamento del sistema di spegnimento ed esecuzione di manutenzione straordinaria delle criticità rilevate nelle componenti edili.

A parere del dirigente che ha redatto il documento, la Casa della Cultura non è inagibile, quantomeno non vi è scritto a chiare lettere che la struttura sia da chiudere al pubblico; la prescrizione è di limitare a massimo 200 il numero degli spettatori nell’auditorium, “pari al numero di persone che sarebbe possibile evacuate in caso di emergenza, dalle due uscite di sicurezza che danno direttamente sull’esterno”.

In totale sono 6 le uscite di emergenza presenti nella Casa della Cultura: 6 uscite di emergenza per un tetto massimo di 200 ospiti in sala.

Lo stesso dirigente ritiene che fino a prossimi accertamenti, e fino all’esecuzione degli interventi di adeguamento, l’uso dell’auditorium dovrà essere limitato , e non inibito. Sarà possibile svolgere convegni, eventi culturali, piccoli concerti, rappresentazioni, performance, evitando affollamento di attori sul palco e utilizzo di complesse apparecchiature di scena, evitando ancora l’uso di apparecchiature e carichi elettrici che impieghino eccessivamente gli impianti ed eventi che possano creare situazioni di potenziale rischio. Fermo restando il limite di 200 spettatori.

E l’associazione “Amici della Musica”, che conosce bene la situazione in cui versano i locali della Casa della Cultura, aveva scelto di portare a Palmi spettacoli più vicini alla rappresentazione che vere e proprie opere teatrali. inoltre, proprio in occasione delle due manifestazioni, sempre promosse dall’associazione palmese e sposate dall’amministrazione comunale, il concerto Gospel e quello di Capodanno, l’auditorium della Casa della Cultura ha ospitato centinaia di persone. Così come in occasione delle manifestazione Note sull’Arte e il recital Pinocchio.

E ancor meno si evince dalla relazione della dirigente Garipoli, l’inagibilità della Casa della Cultura. Nelle tre pagine prodotte dalla dirigente del settore istruzione e cultura, si legge una lunga descrizione della struttura, ma non è  indicato in alcun rigo che l’Auditorium non può e non deve essere utilizzato per spettacoli e manifestazioni culturali.

La dirigente scrive che “mai eventi teatrali, realizzati da compagnie professionali, sono stati presenti in calendario presso l’Auditorium della Casa della Cultura”, affermazione che lascia il tempo che trova, dal momento che l’edificio è stato più e più volte utilizzato per manifestazioni che si sono regolarmente svolte.

La Garipoli ribadisce che le richieste di utilizzo dell’Auditorium vanno presentate seguendo quanto indicato nel regolamento comunale, ossia 20 giorni prima dell’evento, cosa regolarmente avvenuta se si tiene conto del fatto che l’associazione ha presentato domanda il 20 Dicembre 2017.

Perché allora tutta questa fretta di chiudere la Casa della Cultura facendo saltare un’intera stagione teatrale, e provocando del malcontento? Perché, se la relazione tecnica suggerisce degli accorgimenti da prendere, dichiarando comunque la struttura utilizzabile, non è stata data priorità all’opera di messa in sicurezza del Teatro all’aperto, che durante l’inverno è comunque chiuso?

Tutto in nome di una sicurezza, divenuta all’improvviso urgente, che in occasione di manifestazioni altrettanto affollate sembrava non essere rilevante.

The studio wedding Lab
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