Cannatà: «Cittanova esempio di integrazione riuscita»

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Alessandro Cannatà

Riceviamo e pubblichiamo:

Alessandro Cannatà, sindaco di Cittanova
Creare una rete dell’accoglienza per gli stranieri capace di mettere insieme associazioni, istituzioni, sindacati e imprese del territorio. Questo il tema dell’incontro che, nel pomeriggio di ieri, ha animato il Polo solidale per la Legalità di Piazza Croce. L’iniziativa, che si innesta in un più ampio ventaglio di attività mirate a diffondere i valori dell’integrazione, ha raccolto un consenso importante. Perché, ha spiegato il responsabile della consulta degli immigrati cittadina, «Cittanova è un paese dove il razzismo non ha trovato casa, siamo integrati ed inseriti nel tessuto sociale, ci sentiamo cittanovesi a tutti gli effetti».

Il work shop – L’incontro, organizzato dal raggruppamento temporaneo di imprese Dedalo – Coim Idea, ha raccolto i contributi di personalità impegnate da tempo nel settore dell’intercultura. Il segretario generale della Flai Cgil della Piana di Gioia Tauro, Renato Fida, la dirigente scolastica dell’I.s.s.”G. Renda” di Polistena, Pasqualina Maria Zaccaria, il dirigente scolastico dell’istituto magistrale di Polistena “G. Rechichi”, Giovanni Laruffa, il sociologo direttore di “Helios Magazine”, Pino Rotta, il presidente della società cooperativa Dedalo, Mariagabriella Picciotti. Presente anche una corposa delegazione di sindaci del comprensorio della Piana. Al centro il nodo del lavoro come variabile essenziale del processo di integrazione del cittadino straniero. E le criticità legislative relative al loro impiego e all’inserimento legale nel tessuto sociale locale. «Il nuovo percorso – è stato spiegato – deve partire dalla scuola e coinvolgere tutte le fasi di inserimento dei comunitari e degli extracomunitari nelle comunità. Tutti gli attori, quindi, devono svolgere un ruolo attivo e sinergico all’interno di una rete dell’accoglienza. Cruciale in questo lavoro il ruolo dei mediatori interculturali, figure nuove capaci di mediare tra le esigenze degli stranieri e quelle della società, fatta di cittadini, imprese ed istituzioni».

«Questo incontro dedicato al tema dell’integrazione tra cittadini del mondo – ha affermato il sindaco di Cittanova, Alessandro Cannatà – trova una casa naturale a Cittanova. Il nostro paese è uno degli esempi meglio riusciti di perfetto inserimento degli immigrati stranieri all’interno del tessuto sociale e civile della comunità locale. Il nodo rimane quello del lavoro. Ma guai a commettere l’errore di confondere la presenza degli immigrati con la crisi occupazionale. I fratelli stranieri sono una risorsa umana, culturale e sociale a cui noi dobbiamo attingere con fiducia e convinzione. L’apertura a i popoli africani e asiatici – ha proseguito il primo cittadino – non può che migliorare la nostra capacità di relazione e di sviluppo. Nello specifico scenario cittanovese tutti gli attori hanno saputo mettere in piedi un sistema di supporto trasversale mirato a facilitare l’integrazione degli stranieri. Dalle parrocchie alle caritas, dalle istituzioni alle imprese. Oggi – ha concluso Alessandro Cannatà – raccogliamo i frutti alla fine di un percorso iniziato tanti anni fa, ma guai a mollare la presa».

L’ufficio stampa