Le principali strutture sportive di Polistena – dal Parco Juvenilia al Palazzetto, fino allo stadio “Elvio Guida” – risultano prive della documentazione di agibilità necessaria. Dopo sedici anni di amministrazione Tripodi, la mancanza di certificazioni non è più rinviabile: riguarda la sicurezza di atleti, associazioni e famiglie. L’opposizione in un comunicato che riceviamo e pubblichiamo chiede trasparenza immediata su documenti, interventi programmati e tempi di regolarizzazione, perché le responsabilità non possono essere scaricate su chi tiene vivo lo sport cittadino:
Dopo sedici anni di amministrazione guidata dal sindaco Michele
Tripodi, emerge una situazione che, per quanto ci riguarda, non può più
essere ignorata: le principali strutture sportive del Comune di
Polistena risultano prive della documentazione di agibilità richiesta e
necessaria per il loro regolare utilizzo.
Parliamo di impianti fondamentali per la vita della nostra comunità:
Parco Juvenilia, con il campo “Ciccio Zerbi”, il Palazzetto dello Sport
e lo stadio “Elvio Guida”. Strutture nelle quali ogni giorno società,
associazioni, atleti, bambini e famiglie svolgono attività sportive e
sociali di grande valore.
La questione che poniamo non è soltanto amministrativa. È soprattutto
una questione di sicurezza, responsabilità e rispetto per chi pratica e
promuove lo sport a Polistena.
Ci chiediamo come sia stato possibile arrivare a questo punto dopo
sedici anni di governo della città. In un periodo così lungo, la
priorità avrebbe dovuto essere quella di programmare gli interventi
necessari, reperire le risorse e mettere progressivamente in regola gli
impianti comunali, garantendo condizioni di sicurezza e piena agibilità.
Invece, oggi, ci troviamo davanti a una situazione nella quale,
attraverso una comunicazione indirizzata alle associazioni sportive,
vengono richiesti ulteriori adempimenti e assunzioni di responsabilità
che, a nostro avviso, non possono essere semplicemente trasferiti su chi
utilizza gli impianti.
Le associazioni sportive non sono proprietarie delle strutture
comunali. Sono realtà che, spesso con enormi sacrifici, tengono vivo lo
sport cittadino, organizzano attività, seguono bambini e ragazzi e
consentono alla nostra comunità di avere una presenza sportiva
quotidiana.
Chiedere loro una lunga serie di documentazioni e procedure, comprese
SCIA e ulteriori adempimenti per ogni singola manifestazione, rischia di
trasformare la pratica sportiva in una corsa agli ostacoli burocratici.
Il risultato concreto potrebbe essere quello di rendere sempre più
difficile organizzare eventi e attività, aumentando gli oneri per
società e associazioni che già operano con risorse limitate.
La sicurezza non è un adempimento da scaricare su chi utilizza un
impianto: è innanzitutto una responsabilità di chi quell’impianto lo
possiede e lo amministra.
Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di chiarire
pubblicamente, per ciascuna struttura, quale sia l’attuale situazione
documentale, quali certificazioni siano presenti, quali risultino
mancanti e quali interventi siano stati programmati per ottenere la
piena regolarizzazione degli impianti.
Chiediamo inoltre di conoscere tempi, costi, risorse disponibili e
cronoprogramma per arrivare alla definitiva messa in sicurezza e
regolarizzazione delle strutture sportive comunali.
Per sedici anni il sindaco Michele Tripodi ha avuto la responsabilità
politica dell’amministrazione della città. In questi anni, secondo la
nostra valutazione politica, troppo spazio è stato dedicato allo scontro
e alla polemica con l’opposizione e troppo poco alla programmazione
degli interventi necessari per il patrimonio pubblico e per la sicurezza
degli impianti.
Oggi il problema è arrivato al punto di non poter più essere rinviato.
Non accettiamo che a pagare il prezzo delle carenze amministrative
siano le associazioni sportive, gli atleti e le famiglie di Polistena.
La nostra opposizione continuerà a chiedere atti, documenti e risposte
precise. Sulla sicurezza degli impianti sportivi non possono esserci
ambiguità, né si può pensare di risolvere anni di mancata programmazione
aumentando semplicemente gli adempimenti a carico di chi tiene vivo lo
sport cittadino.
Polistena ha bisogno di impianti sicuri, regolari e accessibili.
Ha bisogno di programmazione, investimenti e responsabilità
amministrativa.
E soprattutto ha bisogno che chi amministra si assuma le proprie
responsabilità, senza scaricarle sulle associazioni.





