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Biagio Izzo conquista il Teatro Gentile: “L’arte della truffa” incanta Cittanova

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Biagio Izzo, protagonista de L’arte della truffa, incanta con tutto il cast, il teatro Gentile di Cittanova,
pieno in ogni ordine di posti.
Accade questo, perché Izzo, al penultimo appuntamento della XXII stagione teatrale 2025-2026, prodotta
dall’associazione Kalomena, presieduta da Girolamo Demaria, oltre ad esser attore di prima grandezza,
diventa maschera per ogni situazione prevista dalla trama della commedia, scritta e diretta da Toni e
Augusto Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli.
Una storia semplice e profonda.
La trama. Gianmario, interpretato da uno splendido Roberto Giordano, è un onestissimo imprenditore
edile. Erede di una famiglia stimata e con trascorsi storici di assoluto pregio, è sposato con Stefania, bella,
fedele e più pragmatica, magistralmente interpretata da Carla Ferraro. A Napoli si fa un gran parlare della
ristrutturazione del Duomo di Napoli. Gianmario ci tiene tanto all’appalto, pensa e spera nell’aiuto di un
alto prelato, ma teme, per averle già subite, le azioni illegali di un altro imprenditore, Santo La Mazza.
L’incontro con il cardinale per Gianmario è fondamentale, ma il presule non gli può dare subito udienza.
Nel frattempo, mentre l’imprenditore è alle prese con le sue preoccupazioni, viene informato dalla moglie
che il fratello di lei, Francesco (Biagio Izzo), nei guai per una serie di truffe, ha ottenuto gli arresti
domiciliari. Che dovrà trascorrere a casa della coppia. Pur adirato e preoccupato, Gianmario dovrà
accettare la presenza del cognato, ma porrà alcune precise condizioni.
Il peggio deve ancora venire: il contabile dell’azienda, diventato complice di La Mazza, preleva due
milioni di euro dalle casse della società e scappa. Per Gianmario è la fine. Non potrà partecipare alla gara
più importante della sua vita professionale. Gli arriva in soccorso, dopo avere colto la preoccupazione
della sorella Stefania, Francesco. Che immagina di farla pagare a La Mazza, guarda caso, truffandolo.
Intanto si fa vivo il cardinale che annuncia a Gianmario una sua visita il prossimo sabato, a cena.
Tra scene di paure e ansie, rappresentate con grandissima maestria, speranze ed incroci equivoci, al desco
si ritrovano Gianmario, il cardinale, Stefania e, già proprio lui, Francesco. E così, proprio Francesco, con
non pochi rischi di fallire nel tentativo, riesce ad ottenere dall’alto prelato mezzo milione di euro. Quanto
a La Mazza, sempre su idea di Francesco, re delle truffe, e con la collaborazione necessaria di un non del
tutto convinto Gianmario, recupererà il maltolto al cognato e assesterà una bella vendetta contro
l’imprenditore disonesto, recuperando i soldi che si erano volatilizzati in un lampo. Non solo, tra tanta
illegalità, si trova anche il modo per fare una bella azione di solidarietà per i bambini del Kenia.
Il cast è di altissimo livello. Ciro Pauciullo (il carabiniere che controlla Francesco), Arduino Speranza (il
cardinale) e Adele Vitale (la bellissima e bravissima vicina di casa) sono compagni perfetti di Biagio
Izzo. Costumi e scenografia sono di serie A. Idem la regia di Augusto Fornari.
Si è trattato dell’ennesimo successo e di una sfida vinta che premia le scelte qualitative di un cartellone
diversificato e di altissimo livello proposto dall’Associazione Kalomena per la XXII Stagione Teatrale.