Altalenando, la cultura per superare l’oscurantismo sociale

Gli interventi della rubrica “Altalenando” sono curati dall’Adic, associazione donne insegnanti calabresi

Gli interventi della rubrica “Altalenando” sono curati dall’Adic, associazione donne insegnanti calabresi.
I media, oggi, oltre alla loro già riconosciuta importanza, che è quella di veicolare notizie in tempi brevi, hanno un grande potere di persuasione, di distorsione o perversione dell’agire, di propaganda per chi persegue a fini personali scalate politiche, economiche istituzionali e culturali, prospettando l’eccezionalità di figure senz’altro valevoli e meritevoli, ma che per via di questo supporto mediatico che a volte non valuta il loro incerto passato, si impongono, annullando nel contempo, a volte senza volerlo coloro che per scelta hanno profuso il loro impegno nella società in modo modesto, corretto e riservato e non per questo senza successo e vere ricadute formative.

Certamente ciò ci fa riflettere sul fatto che ancora una volta dobbiamo valorizzare, parlando di cultura, il cosiddetto “buon prodotto locale” visto che ogni paese, ha nella sua storia uomini illustri, azioni meritevoli, altissimi esempi di orgoglio ed eccellenza.

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A tal proposito l’attenzione si pone sulla Piana di Gioia Tauro cosiddetta non solo perché raggruppa molti comuni, ma anche perché è una vasta zona pianeggiante, ubertosa, ricca di agrumeti e secolari uliveti tra i più belli d’Italia, siti archeologici e possiede un grande patrimonio culturale. Se ben si nota, la Piana ha una sua denominazione: di “Gioia Tauro” la città un tempo più importante di questa vasta area territoriale per il commercio, la vendita dell’olio, lo scalo ferroviario, il porto poi e soprattutto per la sua storia. Non dimentichiamo che su un’altura di questa città sorge un antico borgo “Piano delle fosse” che nello svolgere dei secoli prese il nome di ZOA, JOHA, GEOLIA, GIOI e poi GIOIA. Che piacere, che necessità vi era allora dai paesi viciniori andare a Gioia Tauro ricca di negozi, di attività, di centri culturali, ma anche per fare una semplice passeggiata e incontrandosi si stabilivano quelle relazioni umane necessarie anche alla crescita e al progresso civile del paese.

Purtroppo, oggi, al centro di questa cittadina tirrenica anche se non mancano le menti che danno tanto in ogni campo e sono modelli a cui attingere, vi sono pesanti problematiche sociali che bloccano tutto in questa Piana e soprattutto a Gioia Tauro che ne ha dato il nome e che ormai, doloroso dirlo, versa nel degrado ambientale e umano, nel dissesto economico, nella mancanza di servizi sanitari e cosa ancor più grave è caduta in forme di pseudo-cultura e di estrema illegalità: continuo spaccio di droga, massomafia, scioglimento più volte delle amministrazioni comunali con conseguente commissariamento, con grandi sofferenze degli onesti e laboriosi cittadini che si vedono costretti a subire ogni sorta di sopruso mentre “altri” maneggiano ingenti somme di denaro e detengono vasti imperi finanziari in Italia e all’estero e ironia della sorte tale denaro avuto con illeciti finanziamenti, appalti truccati, truffe, abuso di denaro pubblico, estorsione e quant’altro, da “sporco” diventa pulito e viene investito in alberghi, centri commerciali, ristoranti di lusso, società finanziarie e noi Gioiesi da poveri diventiamo sempre più poveri e senza neanche un ospedale per curarci. Cosa sta succedendo a Gioia Tauro? La cultura eterna ed immutabile e la legalità stanno qui perdendo potere e ogni giorno apprendiamo dai giornali che tante persone su cui si credeva sono arrestati con capi di imputazione.

Allora a questo punto bisogna proprio cercare e valorizzare per il bene del paese e della Piana gli uomini onesti, di cultura, rispettosi dei valori etici e morali o attraverso un’opera di formazione e rieducazione far cambiare quelli che per il vile denaro si son fatti trascinare in attività illecite, solo così si potrà uscire da questo oscurantismo sociale e far ritornare Gioia Tauro al suo antico splendore.

Aleggia ovunque lo sconforto e la sfiducia estrema nella politica e nelle istituzioni e non si ha più quel meraviglioso punto di riferimento che solo la cultura ti può dare, solo essa ti fa respingere qualsiasi malefica interferenza che ostacola la buona riuscita di ogni azione sociale improntata al bene comune, al progresso economico, alla creazione di un’immagine pulita del paese e non distorta come lo è attualmente in Italia e nel mondo.

Caterina Cavallaro

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