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A Gioia si è discusso del ruolo della donna nella storia e nella poesia

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Miryam Costa, Luigia Morgante, Ugo Verzì Borgese

GIOIA TAURO (4 luglio 2011) – “La donna nella storia e nella poesia” è stato il tema del convegno organizzato dall’Associazione donne insegnanti calabresi, con il patrocinio del Comune di Gioia Tauro, svoltosi a Palazzo Baldari nel tardo pomeriggio di lunedì.  Il convegno ha trattato soprattutto la posizione della donna nella storia  e la conquista dei diritti. Dopo i saluti dell’assessore alla cultura Monica Della Vedova, la prima a  intervenire è stata Miryam Costa che ha esposto la sua relazione attraverso una presentazione slide.

Miryam Costa

«L’idea di questo lavoro è nata dopo aver visto un’ intervista in Tv sulla donna nei tempi moderni – ha detto la Costa – e vista la coincidenza con l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ho pensato di soffermarmi sulla donna del risorgimento, ripercorrendo la conquista dei diritti, quali ad esempio il diritto di voto. Forse – ha aggiunto- questo è un argomento che nessuno tratta, nonostante l’importanza della donna nella società e il suo ruolo educativo nella scuola ma non solo».
Miryam Costa ha terminato la sua relazione citando un pensiero di Mazzini, affermando la necessità di considerare la responsabilità singola e non collettiva di ogni cittadino, per la crescita della società.

Ugo Verzì Borgese

Il secondo e ultimo intervento al convegno, moderato da Luigia Morgante, presidente dell’Adic,  è stato quello di Ugo Verzì Borgese, autore del libro “Brilla una stella in cielo”. Il libro è una lirica in onore di Licia Pronestì Seminara, poetessa scomparsa sei anni fa.

Durante l’intervento di Verzì è stato proiettato un video, in ricordo della poetessa. «Ho pensato di fare un video in ricordo di Licia, subito dopo la sua morte, insieme al prof. Formica e al prof. Orso. – ha detto Verzì – Un video per ricordare la poetessa, attraverso foto e ricordi , ma anche attraverso simboli, ad esempio l’agave che simboleggia l’onestà e la correttezza ma anche la solitudine».

Presente in sala la figlia di Licia Pronestì Seminara, che commossa al termine del convegno, ha ringraziato l’autore e l’associazione, e rivolgendosi a Verzì ha detto «Ognuno di noi avrebbe voluto scrivere quanto ha scritto lei su mia madre».

Angela Angilletta

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