GIOIA TAURO – La testimonianza di suor Carolina Iavazzo chiuderà oggi pomeriggio alle 16, nell’auditorium della casa del fanciullo di Gioia Tauro, la due giorni che l’azione cattolica “Sacro cuore” della parrocchia di S. Ippolito Martire, ha dedicato a Padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso nel 1993 dalla mafia nel quartiere Brancaccio a Palermo e beatificato il 25 maggio del 2013.
Nel corso dell’incontro, dal titolo “testimonianza e martirio del beato Padre Pino Puglisi”, suor Carolina, che insieme a Padre Puglisi ha dato vita al centro Padre nostro, racconterà la sua esperienza al fianco del sacerdote siciliano.
Suor Carolina Iavazzo è nata ad Aversa, ma ha trascorso gran parte della sua vita ancora più a Sud, tra Calabria e Sicilia. E’ stata a Crotone, poi a Brancaccio e da più di 20 anni e a Bosco S. Ippolito di Bovalino. Collaboratrice di Don Pino Puglisi, ha vissuto il dramma del suo omicidio il 15 settembre 1993 e in seguito è stata chiamata in Calabria dall’allora vescovo di Locri-Gerace, Giancarlo Bregantini, conosciuto anni prima a Crotone. Nel paese della costa ionica suor Carolina è diventata una delle animatrici del centro padre Puglisi, nato nel 2005.
Il centro di Bovalino si rivolge ad adolescenti e pre-adolescenti che vivono situazioni di disagio e malessere, a causa dalla contesto in cui stanno crescendo.
Il Centro è un luogo di incontro per giovani alla ricerca di un equilibrio psico-affettivo, morale e sociale; uno spazio aperto, una palestra di vita che mira a formare i ragazzi all’impegno sociale.
All’incontro, moderato da Nicola Orso e Lucio Rodinò, interverranno il parroco don Antonio Scordo e il presidente dell’azione cattolica Achille De Francia.
Il primo appuntamento della due giorni dedicata a Padre Puglisi si è svolto ieri sera con la proiezione del film “Alla luce del sole”.




