Riceviamo e pubblichiamo:
Carissimo Nino Demasi,
la lettera inviata alle OO.SS. ed alle Istituzioni evidenzia, se ce ne fosse bisogno, le difficoltà non solo economiche in cui versano le sue aziende ma anche lo stato di prostrazione di un imprenditore che da anni fa impresa onestamente e con proprie capacità finanziarie.
Nonostante le diverse intimidazioni subite nel corso degli anni Lei ha sempre continuato nell’attività con coraggio e tenacia, dimostrando una straordinaria passione civile e una tenace resistenza e volontà di continuare e non arrendersi alla tracotanza intimidatrice della ‘ndrangheta.
Ed ha ricevuto, per ultimo nella catena umana promossa da Libera lo scorso 3 maggio, un forte sostegno ed una evidente solidarietà da parte dei cittadini onesti della Piana, dei sindacati e delle associazioni.
Ed in quella occasione il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Cafiero De Rao, Le ha espresso parole forti ed importanti corroborate da fatti concreti che si sono sostanziati, qualche giorno dopo, nella scorta a salvaguardia della sua persona.
Certo, questo è solo un aspetto, pur importante, che riguarda la sicurezza sua personale. Ma oggi Lei chiede giustamente altro. Rivendica il diritto, per altro riconosciuto da pronunciamenti del TAR, di potere accedere a prestiti bancari in grado di sostenere le sue attività di imprenditore.
Già il sindacato unitario di categoria ha fatto richiesta urgente di convocazione dal Prefetto di Reggio Calabria. E, Le posso garantire, faremo tutto quello che è nelle notre possibilità, per il ruolo e la funzione che esercitiamo, per sostenere le sue richieste ed il suo sforzo.
Ma dobbiamo farlo creando un grande fronte unitario perché coloro che vogliono colpire chi intraprende con serietà e onestà hanno l’obbiettivo di isolare e di emarginare.
Le Istituzioni dello Stato democratico, come ha già dimostrato il Procuratore della Repubblica di Reggio, devono continuare nella propria azione anche con altri atti concreti. Per questo ritengo che bisogna interessare di questa vicenda, oltre al Ministero dell’interno, anche il Presidente della Giunta Regionale che può e deve intervenire con energia.
Appunto per queste ragioni, e con questa consapevolezza, Le chiediamo, pur nella difficoltà del momento, di rivedere la sua decisione di avvio delle procedure di chiusura degli stabilimenti e di licenziamento dei lavoratori.
È necessario resistere. È vitale, caro Demasi, resistere. Il sindacato la sosterrà convintamente e con serietà in questa battaglia di civiltà per l’affermazione della democrazia, dei diritti e della giustizia.
2 luglio 2013
Nino Costantino
segr.gen.Cgil Piana di Gioia Tauro




