
GIOIA TAURO – Il periodo di ferragosto è in genere dedicato alle vacanze e al relax, ma la politica gioiese, quest’anno non ha staccato nemmeno nei giorni clou dell’estate.
Il 14 agosto il sindaco Bellofiore ha deciso di revocare l’assessore Gaetano Condello e di nominare al suo posto Luigi Longobucco, coordinatore cittadino dei giovani dell’Udc e figlio del consigliere comunale di cittadinanza democratica, Antonio Longobucco.
Questa mossa ha scatenato prima la reazione del vicepresidente del consiglio comunale Angelo Guerrisi e ieri, quella del Partito Repubblicano di Gioia Tauro, che tra i suoi esponenti di maggior rilievo annovera il consigliere provinciale Rocco Sciarrone e i consiglieri comunali di opposizione, Eusapia Ritrovato e Ivan Spanò.
I politici dell’edera hanno diffuso una dura nota contro il sindaco Bellofiore paragonandolo a Cetto La Qualunque, la caricatura dei politici calabresi, inventata e portata in tv e al cinema dal comico Antonio Albanese.
«E’ la prima volta in Italia – scrivono – che un incarico assessorile viene assegnato al figlio di un consigliere, anzi no, dimenticavamo Cetto La Qualunque! Cetto – continuano provocatoriamente – nominò vicesindaco il figlio e assessori i cugini e gli amici. Tutto fa brodo pur di rimanere a galla, da quella poltroncina non ci si vuole proprio staccare il nostro Bellofiore».

Nel documento viene criticata l’assegnazione di «deleghe importantissime quali le Attività Produttive, l’Industria, l’Artigianato e il Commercio» al giovane assessore che non avrebbe – secondo i repubblicani – l’esperienza necessaria. «Longobucco ha solo 24 anni – motivano – e non ha mai avuto alcuna esperienza amministrativa, tanto meno si è mai impegnato in politica se non da un anno a questa parte, quando ha iniziato a ricoprire l’incarico di dirigente dei giovani dell’Udc, che poi non si sa come e quanti siano e la loro attività politica è inesistente. Il sindaco – si chiedono ironicamente – avrà scommesso sulla preparazione nei settori in cui è delegato? No di certo – scrivono ancora – per quello che noi sappiamo il ragazzo studia Lettere e Filosofia all’Università di Messina, cosa c’entra con l’Industria, il Commercio, le Attività Produttive e l’Artigianato? sarà un commerciante? Ancora una volta no, ne lui, ne i familiari più o meno lontani hanno mai operato nel settore!».
I repubblicani riportano alcune voci gioiesi, affermando ironicamente di non voler credere alla loro fondatezza. Secondo queste voci la nomina sarebbe il frutto di un accordo tra il padre del neo assessore e l’altro consigliere Carmelo Riotto che – per gli estensori del comunicato -sarebbero concretamente i veri assessori.
«L’anno scorso – si legge nella nota – Riotto non votò il Bilancio e si distaccò dalla maggioranza, come mai questo ritorno di fiamma? Sarà stata la primavera, stagione di Cupido. Naturalmente – scrivono ancora – il sindaco non ha potuto assegnare direttamente a Riotto l’incarico di assessore, poiché la surroga avrebbe previsto la presenza in Consiglio di Samantha Fascì, neanche a farlo apposta avversaria di Bellofiore, dopo essere stata candidata a suo sostegno nelle fila di Cittadinanza Democratica, e oggi giovane e promettente esponente del Partito Repubblicano Italiano».
Il comunicato si chiude con l’ennesimo duro attacco a Bellofiore e alla sua amministrazione. «Sono finiti i tempi delle battaglie all’inceneritore, al depuratore, per l’ospedale a Gioia Tauro. Oggi – concludono – è tempo d’assalto ai consigli di amministrazione e di contentini ai consiglieri rumorosi…Cefris, Cooperative, incarichi e chi più ne ha più ne metta!».
Lucio Rodinò





