GIOIA TAURO Nuovi master che creino maggiore possibilità di sviluppo sul territorio e un meeting di livello internazionale da ripetersi ogni anno nell’area portuale di Gioia Tauro.
Sono queste le ultime iniziative portate avanti dal Cefris (Centro per la Formazione, la Ricerca, l’Innovazione e lo Sviluppo) di Gioia Tauro per incrementare la competitività calabrese fuori dai confini regionali, ma che non trova il giusto riscontro nell’ente regionale.
Per quanto in linea con la “politica”del noto centro di formazione gioiese infatti, la Regione non si è ancora pronunciata sulle proposte presentate dal responsabile Domenico Napoli, a partire dallo scorso 3 novembre.
“La mia non vuole essere una critica, – ha commentato Napoli – bensì uno stimolo affinchè si ascoltino le esigenze del territorio. Ciò che noi proponiamo infatti è studiato per creare figure professionali capaci di favorire lo sviluppo di una terra difficile come la nostra, ma per la quale siamo stanchi di lamentarci senza muoverci concretamente”.
Sonoquattro i master post-universitari previsti dal Cefris: “Esperti in banche e finanza nei nuovi scenari geoeconomici e politici”, “Esperti in processi formativi”, “Management per la gestione di grandi eventi” ed “Esperti in cooperazione per lo sviluppo economico e sociale”.
“Gli ultimi due master, – ha spiegato inoltre Napoli – sono stati inseriti nel contesto del progetto “Meeting euro mediterraneo, Porti lontani mondi vicini”, che nasce con l’intento di creare un interscambio di culture e tradizioni tra tutte le città portuali. Si tratterebbe poi di un evento, – ha aggiunto – da ripetersi ogni anno con tre obiettivi principali.
Innanzitutto dare vita ad uno spettacolo “di frontiera” in cui Gioia Tauro e la Calabria svolgano il ruolo di padroni di casa per ospitare le novità artistico culturali
e la loro rivisitazione nella contemporaneità. Il secondo obiettivo riguarda invece la realizzazione di opere esterne permanenti che rappresentino un percorso di arte contemporanea che a sua volta costruisca un tragitto turistico alternativo alle bellezze naturali. Mentre il terzo ruolo sarebbe quello di un’officina permanente, dando vita ad
un laboratorio di formazione per i giovani del luogo interessati alla professione di operatore culturale”.
Si tratta insomma di iniziative ambiziose, quelle proposte dal Cefris, bloccate però da una “non risposta” da parte della Regione, “il cui contributo economico –h spiegato Napoli – è fondamentale per la buona riuscita degli eventi”.
Quella del Cefris chiaramente non è una pretesa – ha concluso – ma una richiesta di considerazione di elementi in grado di soddisfare le esigenze che la Calabria dimostra per potersi sviluppare”.
Tra l’altro sono già parecchie le richieste di iscrizione ai corsi, la cui data di inizio dipende sempre dalla Regione, che può dare la possibilità a giovani laureati di formarsi senza i costi normalmente previsti dai corsi post-universitari, e permettendo loro di rimanere nella propria terra e dare il proprio valido contributo.
Eva Saltalamacchia





