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Carla Morogallo: dalla Calabria alla guida della Triennale Milano. Il Premio Stesicoro celebra un percorso di cultura e visione

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Recentemente la Direttrice Generale di Triennale Milano, Carla Morogallo, ha ricevuto la prima
edizione del Premio Civico Nazionale “Stesicoro”, la più alta onorificenza istituita
dall’Amministrazione comunale di Gioia Tauro e promossa dall’assessorato alla Pubblica istruzione,
Scuole e Cultura.
Il riconoscimento, in onore del poeta Stesicoro, tra i più illustri rappresentanti della Magna Grecia,
è nato con lo scopo di rendere omaggio a personalità di rilievo nazionale e internazionale che,
attraverso il proprio impegno, abbiano contribuito alla crescita della cultura, della ricerca, delle
arti e della diffusione della conoscenza. 
La dott.ssa Morogallo, in occasione del Premio, ci ha gentilmente concesso la seguente intervista.
1)Dott.ssa Morogallo ci può raccontare un po’ del suo percorso professionale e di
com’ è arrivata a ricoprire il ruolo di Direttrice di Triennale Milano?
Nel 2005 ho iniziato alla Triennale come stagista, dopo aver conseguito la laurea in Conservazione
dei Beni Culturali.
Ho iniziato dal basso, e questo mi ha consentito di ricevere una formazione trasversale, rispetto
alla Triennale.
Nel corso degli anni, ho avuto la possibilità di ricoprire ruoli diversi all’interno dell’Istituzione fino a
concentrarmi prevalentemente sugli aspetti manageriali.
Sono diventata Direttore Operativo nel 2019 e dopo pochi anni Direttrice Generale.
2) Quali sono le principali sfide che ha affrontato da quando è diventata Direttrice?
Le principali sfide riguardano la relazione con i pubblici.
Ho avuto sempre l’ambizione di guidare una Triennale capace di accogliere diversi tipi di pubblici.
Questo presuppone un ascolto reale delle necessità dei pubblici, che noi quotidianamente
affrontiamo.
Le altre sfide sono relative al ruolo di amministratrice che si confronta con normative, politica,
necessità di risorse economiche e gestione del personale.
3)Ci puoi parlare di qualche progetto o iniziativa recente che le sta particolarmente a
cuore?
Progetti che mi stanno a cuore particolarmente sono: la nascita di nuovi spazi della Triennale che
considero delle creature “Cuore” e un archivio espositivo che racchiuda il patrimonio storico della
Triennale.
E ancora uno spazio “voce” dedicato al designer del suono.
Sono progetti che nascono da un lungo lavoro di squadra, molto complesso e articolato.
4)Come vede il futuro della Triennale e il suo ruolo nel panorama culturale italiano e
internazionale?

La Triennale è sempre stata un termometro capace di misurare la temperatura della società
contemporanea, perché è viva e ricca di storia.
Allo stesso tempo è in grado di intercettare il futuro della cultura contemporanea.
Io sono fermamente convinta che debba continuare ad essere una guida di sviluppo e di
formazione in ambito culturale, affinchè la cultura possa diventare sempre di più parte della
quotidianità.
A livello internazionale spero che assuma sempre di più la responsabilità di rappresentare l’Italia,
nel segno della multidisciplinarietà.
5) Un consiglio ai giovani che aspirano a lavorare nel campo della cultura e del
design?
Credo che sia necessario capire bene le proprie inclinazioni, formarsi, studiare, approcciare il
mondo del lavoro con curiosità, un pizzico di spirito di sacrificio e una buona dose di ambizione.
6) Carla Morogallo e il legame con Gioia Tauro.
Il mio legame con Gioia Tauro è fortissimo, perché è qui che sono nata e cresciuta, vive parte
della mia famiglia e c’è la mia casa.
Lei si sente ancora una donna Calabrese?
Assolutamente sì.
Porto con me i valori tipi della Calabria, il senso di responsabilità, di dedizione al lavoro, un po’ di
coraggio, la semplicità e il senso della comunità.