Comunali Cinquefrondi, Conia promette: «Risolveremo definitivamente il problema della carenza idrica»

Intervista al candidato a sindaco della lista Rinascita per Cinquefrondi

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In vista del voto per l’elezione diretta del sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale di Cinquefrondi dei prossimi 24 e 25 maggio, proponiamo l’intervista al candidato a sindaco per la lista Rinascita per Cinquefrondi Michele Conia.

Michele Conia, dopo tanti anni di militanza e attivismo politico, possibile che in Rinascita non ci sia nessuno che, oltre lei, possa proporsi come candidato a sindaco di Cinquefrondi? «In realtà, ce n’è più d’uno. Allo stato attuale ci sono ancora io semplicemente perché l’intero gruppo ha deciso all’unanimità di puntare su di me».

La dipingono spesso come l’uomo solo al comando. È una forzatura degli avversari o una necessità dettata dalle responsabilità contingenti? In altre parole, si ritiene più un accentratore o un decisionista innato? «Sono sicuramente un decisionista perché in politica bisogna esserlo per assumersi delle responsabilità. Sono però talmente accentratore che, unico sindaco ad averlo fatto, ho mantenuto la stessa Giunta consecutivamente e senza crisi per 5 anni con un consenso reale che si attesta attorno al 76%. Capisco che chi ha questi pensieri su di me soffra questa condizione ma la politica non si fa quando manca una settimana al voto…».

La civica di Rinascita presenta dodici candidati, sei donne e sei uomini. Sette riconferme e cinque new entry. Sente di avere tutto o le è mancato qualcosa (o qualcuno)? «Ho una squadra bella e completa. L’ho scelta nel tempo e per ogni candidato ho già in mente un progetto d’impiego amministrativo secondo le rispettive propensioni. Di questo gruppo mi assumo personalmente la responsabilità, anche per via del mandato che ho ricevuto dall’assemblea di Rinascita a costruirlo, essendone il garante». 

Nel vostro programma confidate (e molto) sulla continuità amministrativa. Quale punto è rimasto incompiuto del mandato che sta per scadere? «Rispetto al programma precedente posso solo dire che abbiamo realizzato il nostro ed anche quello della lista concorrente (SiAmo Cinquefrondi, nda). Nulla è rimasto incompiuto, anche se credo che per il futuro ci sia ancora tanto da fare. In questa terza fase saremo chiamati a lavorare tanto sull’aspetto organizzativo e strutturale dell’Ente e sugli strumenti di partecipazione esterna».

Avete governato per oltre dieci questa città. Avete sempre fatto tutto bene o c’è qualcosa che si rimprovera politicamente? Qual è l’eredità che, eventualmente, lascerà ad Alì? «Quando abbiamo commesso errori, con umiltà, ce ne siamo scusati. Ad Alì lascerò un Comune che, dal punto di vista strutturale, sta ripianando un debito ereditato dalle precedenti Amministrazioni di oltre 10 milioni di euro e poi un Comune che ha acquistato dignità e immagine all’esterno e… ben 23 cantieri aperti. E non è poco».

Un lungo viaggio politico, partito da lontano, durante il quale ha imbarcato tanti volti e fatto sbarcare qualche membro dell’equipaggio. Nel merito, ha più rimorsi o rimpianti? «Né rimorsi né rimpianti. Mai nessuno è stato cacciato da me, ma chi non c’è più su questa barca ha scelto di andare pensando di trovare barche migliori e, probabilmente, è naufragato. E chi è rimasto lo farà ancora a lungo, andando anche oltre il sottoscritto». 

Gli avversari le rimproverano tasse alte e servizi scadenti. Scarsa attenzione a cimitero, viabilità e centro storico. Sono esagerazioni elettorali o il riscontro di un malessere diffuso? «Se sarà il riscontro d’un malessere diffuso lo scopriremo il 26 maggio. Personalmente ritengo sia totale ignoranza su ciò che accade nel nostro Comune. Abbiamo da sempre attenzionato il centro storico partendo dal progetto Borgo Futuro e l’impegno a riqualificarlo è evidente: anfiteatro in costruzione, lavori sull’area del vallone, albergo diffuso. Sui tributi siamo ad una narrazione falsa che non attecchisce: basta fare il confronto con l’imposizione di altri Comuni. E sui servizi, ad esempio, ancora manteniamo la gratuità del servizio scuolabus. Così come la mensa scolastica, gratuita per i figli dei disoccupati. Su acqua e rifiuti le regole sono imposte da Arera e Arrical, non da me…».

Senta, il tema dell’acqua è una nota dolente e ricorrente nelle doglianze dei cittadini sia per quanto concerne il servizio che i costi. Ma dopo due mandati non crede che il problema doveva essere, se non risolto, quantomeno di molto attenuato? «Infatti è decisamente attenuato. Grazie ad un importante finanziamento stiamo rifacendo totalmente la rete idrica delle parti alte e basse del paese. I disservizi che si sopportano sono dovuti proprio a questo. Da qui a massimo uno/due anni, grazie al lavoro che stiamo portando avanti, Cinquefrondi avrà risolto definitivamente – e per sempre – il problema della carenza idrica. E chi è in Consiglio comunale avrebbe il dovere di saperlo». 

Puntate molto sui risultati ottenuti per supportare una visione ampia e strutturata di sviluppo per la città. Si tratta di una rendita politica che rivendicate o avete altri progetti su cui puntare per migliorare la qualità della vita dei cittadini? «Si tratta di una rivoluzione che continua e deve continuare. Le varie opere hanno tutte una logica: la scuola di alta specializzazione, l’anfiteatro, le residenze artistiche, il museo, la Casa della cultura, il centro antiviolenza, la Casa della salute, la ciclovia rappresentano la nostra idea di voler dare servizi e attrarre turismo. Siamo entrati nella terza fase, cioè, quella della visione, nella quale bisogna riempire di contenuti tutte queste strutture offrendo l’opportunità, specie ai giovani, di restare ma soprattutto di ritornare a Cinquefrondi».  

C’è qualche punto del programma della sua avversaria che prenderebbe volentieri a prestito? «Li ho già presi tutti a prestito 5 anni fa; le cose che loro scrivono nel programma sono già state da noi tutte realizzate. Giusto per citarne uno: i lavori della casermetta sono stati consegnati il mese scorso… hanno scritto un programma senza conoscere la realtà e i veri bisogni di Cinquefrondi, ho il dubbio che si siano aiutati con l’AI…».

Qual è la vostra visione amministrativa per il prossimo quinquennio dei cinquefrondesi? «Per noi, è il tempo della maturità della nostra città. È arrivato il momento di fare il salto di qualità, sprigionando le energie non solo di Cinquefrondi ma dell’intero territorio. Casa della salute e anfiteatro dovranno essere i principali poli di attrazione a questo scopo con l’aiuto di commissioni di esperti e consulte».

Lei potrebbe essere il primo sindaco di Cinquefrondi eletto per ben tre mandati consecutivi. Pur avendo maturato diverse esperienze partitiche ritiene un deficit il non appartenere politicamente ad un partito strutturato? È un obiettivo che si propone per il suo futuro politico? «Sono il primo ad averne fatti oltre due completi. Ritengo l’appartenenza politica qualcosa di importante e serio e non credo a chi cerca appartenenze politiche per avere un ombrello personale o individuale. Qualunque scelta per il futuro sarà frutto di un percorso e decisioni collettive prese con l’intero gruppo, che poi è la vera forza che abbiamo. Chi, in passato, ha fatto delle scelte individuali e individualiste credo che ne abbia pagato le conseguenze». 

Giorno 26 maggio: se avrà vinto, cosa cambierà per i cittadini? E se perderà, cosa cambierà per lei? «Se dovessimo vincere, per i cittadini, nulla. Invece, se dovessimo perdere, torneranno al 1996. Quanto a me, non cambierà niente perché continuerò ad essere presente tutti i giorni in Comune, come ho sempre fatto in questi anni, per dedicarmi totalmente al servizio della città. Personalmente, ritengo che fare il sindaco non può essere un hobby ma un impegno a tempo pieno verso i cittadini».

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