Polistena, vertenza ex Lsu-Comune. La replica di Tripodi: “Oppositori hanno perso un’occasione per tacere”

"Riconoscimento per ciascun lavoratore a titolo di risarcimento molto al di sotto di quanto chiesto dalla controparte"

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In merito alla vertenza dei lavoratori ex Lsu in vertenza contro il Comune di Polistena il sindaco Michele Tripodi ha voluto replicare alla nota di Polistena Futura con delle precisazioni «per fare chiarezza sui fatti», ha evidenziato.

Riferisce Tripodi che «Il Giudice del lavoro di Palmi ha chiuso la vertenza lavoratori ex LSU – LPU/Comune di Polistena che per la verità era già stata superata in sede politica. L’Amministrazione Comunale infatti ha proposto la conciliazione e dal 1º luglio 2024 ha aumentato indipendentemente da un ordine del giudice, le ore di lavoro di tutto il personale dipendente a tempo parziale del Comune. La questione si è posta sull’interpretazione del giudizio conciliativo, ovvero l’Amministrazione Comunale è stata disponibile a riconoscere un numero di ore da lavorare pari a 794 per le categorie A e 742 per le categorie B, mentre la controparte ne chiedeva addirittura 2188 per A e 1848 per B. Alla fine il riconoscimento è stato di 396 ore per lavoratore a titolo di risarcimento, la metà delle ore proposte dal Comune, e molto al di sotto di quanto chiesto dalla controparte».

«Certamente – ha aggiunto ancora Tripodi – avremmo preferito che le ore venissero lavorate con beneficio per gli stessi lavoratori che avrebbero avuto contributi previdenziali versati e buoni pasto nonché per i cittadini che avrebbero avuto maggiori servizi. L’Amministrazione Comunale sta lavorando affinché   da quest’anno da 29 ore settimanali tutto il personale dipendente part-time (non solo gli ex LSU-LPU) passi a 32 ore. Altro impegno assunto è per la stabilizzazione degli ex tirocinanti TIS almeno a 18 ore settimanali, proceduralmente già avviata».

Infine, la chiosa. «Sul merito della sentenza è chiaro che il Comune accetterà l’esito avendo proposto una conciliazione che, in verità, era migliorativa della posizione dei lavoratori a differenza di quanto poi stabilito nella recente sentenza nella quale sbaglia di grosso chi pensa, sul piano politico, di inquadrare il Comune non dalla parte dei vincitori. Semmai chi ha perso un’occasione per tacere sono certi oppositori che pensano di usare i lavoratori come terreno strumentale di scontro politico».