Non è stata una domenica qualunque quella della dodicesima giornata di Eccellenza calabrese. Il “Giuseppe Lopresti”, riaperto ma con soli 99 posti disponibili, ha accolto una sfida che avrebbe meritato ben altra cornice. Sul campo, la Palmese ha mostrato cuore e volontà, ma contro un Trebisacce abituato a vincere (in casa e fuori) la differenza di spessore tecnico e di solidità difensiva è emersa con chiarezza.
La partita ha raccontato due storie parallele: da un lato l’efficacia spietata di Cruz, autore di una tripletta che lo consacra sempre più leader della classifica marcatori; dall’altro la generosità di Le Piane, capace di firmare due reti che hanno tenuto viva la speranza neroverde. In mezzo, però, una difesa ballerina che ha vanificato quanto di buono costruito davanti e un arbitraggio contestato che ha lasciato strascichi polemici.
Il Trebisacce ha saputo sfruttare ogni errore, trasformando in gol le disattenzioni di Cañada e la superiorità numerica dopo l’espulsione di Alexis. La Palmese, pur non arrendendosi mai, ha dovuto fare i conti con un avversario di ben altra levatura e con un contesto che non ha certo favorito la rimonta.
Il 2-4 finale fotografa una realtà difficile da ignorare: la Palmese ha qualità e orgoglio, ma senza maggiore compattezza difensiva e continuità rischia di restare intrappolata a metà classifica. Dopo dodici giornate, i neroverdi sono decimi: un piazzamento che non rispecchia le ambizioni della piazza e che impone riflessioni profonde.





