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“Tutto inizia quando smetti di aspettare”, l’ultimo libro di Riccardo Bertoldi, tra viaggio e rinascita

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bertoldi libro

Per “Trucioli e tempere”, accendiamo i riflettori su un’opera capace di instaurare un dialogo intimo e
profondo con chi legge: “Tutto inizia quando smetti di aspettare”, di Riccardo Corrado Bertoldi, edito
da Rizzoli. L’autore, nato a Rovereto, in provincia di Trento, e cresciuto a Nosellari, un borgo di
appena 64 anime, è un affermato scrittore best seller da oltre 100.000 copie vendute, seguito su
Instagram da più di 441.000 followers. Già noto al grande pubblico per i suoi precedenti successi,
sempre editi da Rizzoli, tra cui il romanzo d’esordio “Resti?” e “Mi prometto il mare. Ricomincio da
me!”, Bertoldi firma qui un’opera di grande forza emotiva ed espressiva.
Classificabile come romanzo “autobiografico e motivazionale”, il libro trae origine da una cesura
dolorosa: la scomparsa del padre dell’autore nel 2015 e il profondo insegnamento racchiuso nelle sue
ultime parole, “Volevo fare tante cose”.
Quell’evento scioglie un nodo fermo lì da anni e la consapevolezza che il tempo non è infinito.
Ne scaturisce un’intensa avventura durata un anno e mezzo intorno al mondo, che muove da Trento per
esplorare mete affascinanti quali Bali, la Thailandia, la Cambogia, il Giappone e il Vietnam, in cui lo
spostamento geografico diventa ben presto una mappa di stati d’animo ed esperienze umane, il cui
compimento si realizza nel ritorno alle radici e al borgo d’origine, rievocando il tema classico del
“nostos”.
Ciò che rende questo volume singolare nel panorama editoriale risiede in alcune scelte formali ben
precise, come l’assenza dell’indice, a cui il testo rinuncia per assecondare in modo fluido il naturale
scorrere della memoria e dei ricordi e l’assegnazione ad ogni capitolo di una massima (come “È dalle
crepe che filtra la luce”; “Non possiamo diventare ciò che desideriamo, ma abbiamo la fortuna di
poterci provare”; “Che cosa sei disposto a perdere per diventare te stesso?”), creando brevi estratti
dotati di valore autonomo e fruibili anche separatamente.
Invece della classica lista dei desideri, l’autore propone l’originale “lista della felicità”, invitando il
lettore a interrogarsi su ciò che dona reale significato alla vita.
Tra i principali “punti di forza” dell’opera spiccano la riscoperta dell’autenticità e la spinta verso
un’esistenza consapevole.
Si comincia con la ricerca della propria identità, che Bertoldi paragona a uno “specchio coperto di
polvere”, spronando a ritrovare le proprie aspirazioni al di là dei modelli rigidi imposti dalla società.
Segue la riflessione sul legame fra lavoro e libertà, affrontato con coraggio e audacia: la critica al mito
del posto fisso e alle convenzioni lavorative consente un’analisi su come conciliare il desiderio di
libertà con le responsabilità di tutti i giorni.
Infine, l’autore esorta a “svuotare gli zaini” dal superfluo, per sottrarsi alle logiche del consumismo,
individuando nel valore del perdono un passaggio chiave verso la serenità, per il raggiungimento non
di una felicità astratta, ma di una concreta dimensione di appagamento quotidiano.

“Tutto inizia quando smetti di aspettare” si conferma un libro generoso, capace di coniugare il fascino
del reportage di viaggio con una profonda meditazione sulla vita.
Una lettura preziosa e consigliatissima per chiunque desideri fermarsi un istante, smettere di attendere
il momento perfetto e ritrovare il coraggio di vivere con autenticità.