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Truffavano le aziende per ottenere la certificazione Soa. In manette due fratelli di Gioia Tauro e la madre

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Il procuratore capo Giuseppe Creazzo ed il capitano della Guardia di Finanza Fabio Di Bella

Il procuratore capo Giuseppe Creazzo ed il capitano della Guardia di Finanza Fabio Di BellaPALMI – L’hanno chiamata operazione “Matrioska”, perché dentro un’azienda se ne celava un’altra, e poi un’altra ed un’altra ancora. Un impero, costruito fittiziamente, che ha permesso a tre imprenditori originari di Gioia Tauro di perpetrare truffe da centinaia di migliaia di euro, attraverso il sistema della cessione di rami d’azienda, che consentiva loro di ottenere le attestazioni presso la S.O.A., l’organismo che rilascia i certificati necessari per la partecipazione agli appalti pubblici.

L. e G. N., insieme alla loro madre S. G., ultraottantenne amministratore unico della società, con il compito di firmare gli atti di acquisto di rami delle aziende che garantivano per la sua, sono finiti in manette questa mattina, a seguito dell’emissione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere (per la madre i domiciliari, data l’età), emesse dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palmi, Cristina Mazzuoccolo, su richiesta dei sostituti procuratori che hanno coordinato l’indagine, Giulia Pantano e Giulia Masci.

Le truffe, commesse a danni di aziende sparse in tutta Italia, tra il 2003 ed il 2008, sono state scoperte grazie alle denunce degli imprenditori truffati dalla famiglia, ed in seguito durante l’attività investigativa.

L’operazione è stata eseguita dai finanzieri del nucleo speciale tutela dei mercati di Roma, di concerto con le fiamme gialle della compagnia di Palmi, guidata dal capitano Fabio Di Bella.

«Si tratta di tre arresti molto importanti – ha detto in conferenza stampa il Procuratore capo presso la Repubblica di Palmi Giuseppe Creazzo – perché è il primo caso, accertato, di truffa sia alle imprese che all’ente certificatore»