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Torrente Budello: Sciarrone chiede con forza l’avvio dei lavori

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GIOIA TAURO – «Sono pronto a rinunciare a tutto per difendere la mia gente. Prima di ogni altra cosa vengono le istanze e le esigenze degli abitanti del mio territorio, soprattutto quando in gioco ci sono la tutela e la salvaguardia della loro salute e della loro vita». Con queste parole il consigliere provinciale Rocco Sciarrone ha lanciato, in un comunicato stampa, l’allarme sulla situazione del torrente Budello a Gioia Tauro, i cui lavori di messa in sicurezza sono fermi da diverso tempo.

Rocco Sciarrone

«A distanza di due anni dalla catastrofica alluvione del novembre 2010 – ha dichiarato – che causò l’esondazione del fiume Budello e la consequenziale distruzione delle case, delle aziende e delle campagne del territorio gioiese  attraversato dal fiume stesso, ancora oggi il rischio di una nuova catastrofe è altissimo, forse ancor più di prima. In qualità di consigliere provinciale di maggioranza, ma ancor prima da responsabile cittadino di Gioia Tauro, non posso permettermi di restare a guardare aspettando un nuovo irreparabile guaio. E’ apprezzabile ed encomiabile – ha aggiunto – il lavoro dell’ ing. Barbaro responsabile del settore 16 della Provincia (Ambiente e Energia – Demanio idrico e fluviale – APQ infrastrutture) e del presidente Raffa che si è sempre speso affinché il problema venisse risolto nel più breve tempo  possibile».

Per Sciarrone il lavoro già effettuato è «apprezzabile, encomiabile ma evidentemente, non sufficiente».

«Se la lentezza è dovuta ad inadempienze riguardanti la Regione che non trasferisce i fondi necessari per il completamento della messa in sicurezza, – ha scritto ancora – è necessario attivarsi con ogni mezzo e nell’immediatezza per uscire da questa condizione di “paralisi”. Se adeguatamente informato e sollecitato, il governatore Scopelliti , ne sono certo, troverà il modo di risolvere il problema. Altrimenti – ha proseguito ancora il consigliere repubblicano – si individuino tempestivamente le cause di questo blocco procedurale e si provveda immediatamente a fare iniziare i lavori».

Sciarrone si è poi soffermato sulla situazione degli abitanti e dei commercianti dei rioni interessati dall’alluvione. «Non possono tornare – ha detto riferito a loro – a vivere per l’ennesima stagione nel terrore, le aziende ancora hanno recepito spiccioli o niente come rimborso danni. Alcune hanno chiuso i battenti, altre saranno costrette a farlo nonostante cerchino in tutti i modi di restare a galla. Quanti posti di lavoro verranno a mancare? Chi aveva una casa non ce l’ha più o ha un cumulo di fango tra le mura, chi invece ha inteso ripristinarla  ha dovuto impiegare tutte le risorse messe da parte in una vita per poterla riportare a nuovo».

Il consigliere ha analizzato la questione dei risarcimenti senza lesinare critiche all’amministrazione comunale: «Meglio non entrare in merito ai risarcimenti…quando e quanto arriverà? – si è chiesto Sciarrone – Per quanto concerne gli indennizzi non posso far nulla di concreto in prima persona. Tuttavia sto quotidianamente sollecitando la Regione tramite il sottosegretario Torchia , il quale, devo dire, sta facendo il massimo malgrado alcuni gravi e palesi errori dell’amministrazione comunale di Gioia Tauro nella rendicontazione. Errori che hanno portato, almeno per il momento, alla conseguente parziale bocciatura del piano da parte della Corte dei Conti».

Rocco Sciarrone chiude il suo comunicato chiedendo interventi tempestivi e annunciando di essere pronto a prendere decisioni clamorose se non arriveranno a breve risultati positivi.

«Se per i risarcimenti l’ente interessato è la Regione – ha concluso – per la messa in sicurezza del torrente la responsabilità è della Provincia, quindi, se in breve non vedrò risultati positivi sarò costretto a prendere drastiche decisioni di natura politica, senza escludere nulla di clamoroso».

Lucio Rodinò