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Taurianova, catturato Giuseppe Facchineri

Individuato alle 3.45 durante un incontro con la moglie

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Questa alle 03.45 è stato arrestato il latitante Giuseppe Facchineri, al termine di un blitz portato a termine dai Carabinieri di Taurianova, con l’ausilio dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori e del Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia.

L’operazione “ALCOVA è stata così denominata in quanto trae origine dal luogo dove è stato catturato Giuseppe Facchineri classe 1970, personaggio di spicco dell’omonima cosca di ndrangheta operante a Cittanova.
L’uomo è gravato da numerosi precedenti di polizia per associazione di tipo mafioso, omicidio, strage, rapina, porto abusivo di armi, violenza e minaccia a Pubblico Ufficiale, furto aggravato, ricettazione, già sorvegliato speciale.

Le vicissitudini giudiziarie più recenti di Facchineri risalgono al 2014, quando venne arrestato insieme alla madrr Caterina (classe 1943) e al fratello Salvatore (classe 1974), per estorsione e rapina in concorso aggravate.

Le indagini, inizialmente coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi e successivamente proseguite dalla Direzione Distrettuale Antimafia, con il coordinamento del Procuratore Federico Cafiero De Raho, erano state avviate a seguito di una perquisizione effettuata nell’abitazione di un residente del luogo.

In quella circostanza i militari avevano rinvenuto un’agenda e alcuni documenti contabili riferiti a rapporti economici non meglio precisati con componenti della famiglia Facchineri.

La persona che aveva subito la perquisizione non era stato in grado di fornire alcuna plausibile spiegazione in merito al contenuto e alla natura del rapporti in questione.

Dalle indagini è emerso che si trattava di richieste estorsive, derivanti dalla vendita di dieci bovini (per un importo di 10.000 euro) risalente al 2009 tra Caterina Facchineri e la vittima: quest’ultima, pur avendo regolarmente pagato a suo tempo la cifra pattuita, era poi stata comunque oggetto di continue richieste di danaro, avanzate a titolo di pretesi interessi sul pagamento del bestiame acquistato.

Dopo alcuni mesi in carcere, Giuseppe Facchineri era stato ammesso a beneficiare degli arresti domiciliari nell’abitazione di alcuni familiari in provincia di Arezzo.

Tuttavia, non appena ha avuto inizio il processo in cui era imputato per le citate vicende, le varie testimonianze che si sono susseguite ne hanno evidenziato una posizione sempre più grave, che lasciava presagire ad un’elevata probabilità di riportare una pesante condanna. Nel corso di una udienza del processo il 16 gennaio 2016, Facchineri aveva addirittura inveito e minacciato di morte la persona offesa.
A quel punto, i reati di cui era già chiamato a rispondere, uniti alla condotta assunta nel corso del processo e alla pericolosità evidenziata, avevano così determinato il ripristino della custodia cautelare in carcere, che però era rimasta ineseguita in quanto l’uomo nel frattempo era scappato.

Da quel momento sono iniziate le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Taurianova, che dopo quasi un anno e mezzo di attività incessanti sono così riusciti a risalire al covo sove il latitante continuava ad incontrarsi periodicamente con la moglie.

Infatti, proprio la necessità e il desiderio di continuare a mantenere comunque il contatto con la donna cui era più legato, gli sono stati fatali.