Susanna Camusso ha chiuso la festa del lavoro a Cinquefrondi

Susanna Camusso, segretario generale della Cgil , ha chiuso la seconda edizione della festa del lavoro. "La Cgil, ha dichiarato, sta con la magistratura e le inchieste. Rifiutiamo il lavoro nero e puntiamo all' unità del Paese"

La segretaria nazionale della Cgil ha chiuso ieri sera a Cinquefrondi la seconda edizione della festa del lavoro.

La manifestazione si é svolta nel piazzale della stazione delle Ferrovie della Calabria ed è stata organizzata dalla Cgil della Piana di Gioia Tauro.

Legalità, lavoro e precarietà del sistema contrattuale, libertà e diritti universali, l’adeguato sfruttamento delle risorse umane, economiche e sociali: questi alcuni dei temi trattati ieri sera dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

“La Cgil sta con i magistrati, ha affermato più volte la dirigente sindacale, se non c’è legalità non c’è dignità del lavoro. La criminalità organizzata continua a rubare risorse alle persone e al paese. Occorre manifestare la voglia di riscatto, ha proseguito, e l’ idea di sviluppo. Rifiutiamo il lavoro nero ed evitiamo il dilagare del dramma che rappresenta. Il lavoro nero, ha incalzato, e’ un’estorsione nei confronti del lavoratore” .

Ai presidenti delle regioni, ha spiegato Susanna Camusso, spetta il compito di compiere scelte unitarie per chiudere il divario tra nord e sud. A loro la responsabilità di rispondere ai grandi interessi dell’Italia. Noi inseguiamo un sogno, ha affermato, e vogliamo un unico paese non più due distinte realtà”.

Aspra la critica della segretaria nazionale al sistema del lavoro e alle politiche del governo centrale. A partire dai voucher, definiti “una forma di legalizzazione del lavoro nero che si sta estendendo anche all’agricoltura a sfavore della contrattualizzazione”.

Susanna Camusso ha parlato anche di infrastrutture, di politiche sociali e ha definito il porto di Gioia Tauro un “presidio di lavoro”.

Lavoro e legalità, sono i temi centrali affrontati anche dagli altri intervenuti. Il sindaco Michele Conia ha detto che Cinquefrondi “vuole essere la città dei diritti w sta dalla parte di chi lotta e non di chi opprime”.

“Riprendiamoci le piazze – ha aggiunto – chiediamo dignità e diritti, lavoriamo e lottiamo al fianco dei sindacati”.

“Dobbiamo agire collettivamente come forze della società insieme alla magistratura, ha affermato Nino Costantino, segretario generale della Cgil di Gioia Tauro, serve una reazione civica, una mobilitazione di massa per dare un contributo all’evoluzione sociale”.

“Per decenni abbiamo delegato uomini sbagliati, ha incalzato l’imprenditore Nino Demasi, e abbiamo svenduto la nostra libertà per delle cortesie, ma oggi il sud sta tentando un cambiamento.

Demasi ha spiegato il concetto per cui il successo di un’azienda non può fondarsi sullo sfruttamento del lavoro e ha annunciato che da settembre nella sua azienda proprietà e dipendenti saranno la stessa cosa, perché ha affermato: “il segnale di cambiamento deve partire dal basso”.

Per don Pino Demasi, referente di Libera, “la Calabria ha bisogno dei calabresi che difendono la loro dignità di fronte al potere mafioso”.

Anche Angelo Sposato, nuovo segretario della Cgil Calabria, ha ribadito che il sindacato sta dalla parte della magistratura. Sono diverse le iniziative di mobilitazione che l’organizzazione intende realizzare affinché la vertenza Calabria sia posta al centro dell’agenda politica del governo centrale.

“La libertà e la libertà di stampa” gli spunti offerti da Michele Albanese, giornalista sotto scorta che ha messo in rilievo la necessità di fare rete contro la criminalità organizzata. “Il nostro campo di battaglia, ha dichiarato, per combattere le mafie e’ proprio la nostra terra”.