Ha partecipato al talent di Rai2 The Voice of Italy e grazie al talento e alla sua grinta è entrata nel cuore di tantissima gente. E’ Tanya Borgese, 27 anni, talento musicale della Piana, che partendo da Polistena ha conteso fino all’ultima puntata la vittoria agli altri concorrenti della trasmissione.
Canta sin da quando era una bambina e da circa 8 anni fa parte di un gruppo di musica country, blues, folk in cui lei canta e strimpella la chitarra. Ha un lavoro, terapista della Neuropsicomotiricità dell’età evolutiva, molto impegnativo e la musica rappresenta la sua valvola di sfogo, la sua passione.
La intervisto in una domenica pomeriggio e mi racconta della sua esperienza a The Voice a stretto contatto con la Carrà, ma anche di sé e dei suoi progetti.
Partiamo con la tua esperienza a The Voice. Come la definiresti in una sola parola?
Surreale. Come più volte ho detto, non mi aspettavo di arrivare fin dove sono arrivata ed essere catapultata in questo mondo televisivo a me sconosciuto. E’ stata un’esperienza gratificante e indubbiamente formativa.
Quindi tanti i lati positivi di questa esperienza. Solo pro o ci sono stati anche contro?
L’ago della bilancia pende verso il vantaggio. Le uniche difficoltà sono state a livello sociale diciamo, nel senso che quando ti esponi così pubblicamente sei curiosa di sapere cosa pensa la gente, sui social. E qui purtroppo si incontrano i cosiddetti haters che ti “ammazzano” nel senso che ne hanno per tutti, con tanta cattiveria gratuita. Il contro posso dire che è stato solo questo, ma si è trasformato in pro perché mi ha aiutato, schermandomi ulteriormente verso il giudizio.
C’è una persona conosciuta durante il talent che ti è rimasta più nel cuore?
Tra i coach Raffaella Carrà, è stata la mia allenatrice e mi ha insegnato tante altre cose; è stato un esempio di donna con la d maiuscola. Poi comunque mi rimarranno nel cuore anche i miei colleghi, tra i ragazzi, perché si è creato un rapporto speciale con tutti specie alla fine. In particolare con Alice, con Charles, rapporti al di là della competizione, anche perché io quando salgo sul palco penso solo a fare bene.
Sul palco di The Voice hai sorpreso tutti grazie alla tua energia. Quando hai capito che volevi cantare e di avere questo talento?
Ho sempre pensato di avere il dono di divertirmi sul palcoscenico e questo dono è sempre venuto fuori al punto che in tanti mi hanno detto “sai stare sul palco”. Ero consapevole di avere grinta ed energia, ma devo dire che riguardandomi, (cosa che non avevo mai fatto prima quando cantavo nei pub o nelle piazze) sul palco di The Voice mi sono scoperta anche io.
Da bambina cosa sognavi di fare?
Se devo essere sincera io mi sono sempre immaginata cantante, da piccola andavo a dormire e mi chiedevo “chissà come è cantare con quel microfono in mano”. Quando però ho dovuto scegliere il lavoro della mia vita, ho scelto il piano B, anche se non è esattamente un piano B. Io amo il mio lavoro quanto amo cantare, è chiaro che cantare per il momento è più leggero, rispetto al mio lavoro. Semplicemente quando ho dovuto concretamente assumermi la responsabilità di fare la cantante, non ci ho creduto fino in fondo.
Finito The Voice, sei tornata al tuo lavoro da terapista. Come è stato il rientro tra i colleghi e come ti ha accolto Polistena?
Sono stati tutti carinissimi, Polistena è stata affettuosa, mi ha dato sostenuta e ringrazio tutti i miei concittadini di cuore; ma non solo loro, tutti i paesi del circondario mi sono stati vicini, mi fermano per strada, mi salutano, qualcuno è addirittura più dispiaciuto di me perché non ho vinto, mentre per me già la finale è stato tantissimo. Poi i miei ragazzi al lavoro, i genitori, ho ricevuto affetto da tutti.
La tua famiglia, rimasta a Polistena, quanto ti è stata vicina?
Ho sempre avuto il sostegno della mia famiglia, in maniera diversa da mio padre e mia madre. Nel senso che mia madre mi invogliava a fare provini, a provarci sempre; mio padre mi spronava, ma si preoccupava anche dell’università e del lavoro. Insomma si compensano e grazie a questo supporto bilanciato ho sempre avuto i piedi per terra. Grazie a loro ho avuto il giusto equilibrio..
Sei fidanzata?
Si sono fidanzata da un anno, anche se mi sembra di conoscerlo da tantissimo tempo per il rapporto che si è creato. Lui mi ha sostenuto tanto, con garbo e sicuramente da uomo e non da ragazzino, mi è stato vicino e ha gioito con me. Sono molto serena nella mia vita privata e questo mi ha indubbiamente consentito di vivere con serenità questa esperienza.
The Voice è finito. Da dove riparti quali, sono i tuoi progetti futuri?
La prima cosa che voglio mettere in chiaro rispetto al futuro è il rapporto con il mio gruppo i “The Crazy Wagons”. Smentiamo questa cosa che si dice che io non continuerò a cantare con il mio gruppo. Assolutamente no, io continuerò a cantare con loro, facendo la musica che più amo insieme a loro, per la Calabria e non solo.
Parallelamente però sto anche lavorando ad un progetto come “Tanya Borgese” un progetto discografico che mi porteà in giro per l’Italia; per il momento incrocio le dita sperando che tutto possa andare per il verso giusto.




