Il cielo di una sera d’agosto è stato la cupola sotto cui storia, arte e charme sono state protagoniste di una serata densa di suggestioni e di raffinata eleganza.
“Arte & Gioie” è il nome che Castaldo Gioielli, storica gioielleria gioiese, ha scelto per promuovere la nuova linea di alta gioielleria che porterà il proprio nome.
È una storia cominciata oltre sessant’anni fa, quella della famiglia Castaldo, allorché nel 1964 Rocco, orafo e maestro orologiaio, apre la sua attività su quella che era una delle vie commerciali più attive e floride del quartiere Marina di Gioia Tauro. La sua prematura scomparsa non ha interrotto un percorso d’impegno e di profonda dedizione al lavoro, portato avanti dagli eredi, Teresa, Maria, Esterina e Giuseppe, sotto lo sguardo amorevole di mamma Vincenza e il supporto del cognato Giuseppe Parrello.
Per perpetuare e onorare la memoria del padre, già lo scorso anno anno, in occasione del sessantesimo anno di avvio dell’attività, la firma di Rocco Castaldo è stata inserita nel logo della gioielleria, a sottolinearne il ruolo di guida morale e di presenza costante nella quotidianità della sua famiglia.
Un cammino imprenditoriale riconosciuto apertamente anche dall’Amministrazione comunale di Gioia Tauro, che, attraverso l’indirizzo di saluto della Consigliera Mariangela Giovinazzo, su delega della Sindaca Simona Scarcella, ha sottolineato come si debba essere fieri di poter trasmettere alle generazioni future attività e professioni iniziate e avviate dai propri genitori, con l’auspicio che sempre più imprenditori possano seguire l’esempio dei Castaldo.
Presente, per manifestare stima e amicizia agli ideatori, il
Maestro Gerardo Sacco, che ha omaggiato l’evento con una sfilata di alcuni dei gioielli appartenenti alla sua collezione privata, non mancando di condividere con i presenti aneddoti e curiosità legati alle sue splendide creazioni, sfoggiate da otto bellissime modelle, che hanno successivamente sfilato con i gioielli del nuovo brand Castaldo Gioielli.
Dalla terrazza del Museo Archeologico “Metauros”, sede dell’evento, è sembrato di essere catapultati in una dimensione onirica, in cui il passaggio dall’arte delle ere preistoriche, in esposizione nelle belle sale restaurate di Palazzo Baldari, alla modernità che ha caratterizzato il défilé, con musica dal vivo, luci d’effetto e un servizio catering personalizzato, ha rappresentato anche un modo nuovo e accattivante per raccontare la storia di un luogo, aprendo al pubblico sedi istituzionali per momenti di cultura, anche alternativi alle più tradizionali mostre o kermesse letterarie.
Un modello che potrebbe essere esportato e costituire un richiamo per quella parte di pubblico meno sensibile a conoscere le sedi storiche e le mete culturali del proprio habitat urbano, anche attraverso manifestazioni che testimonino verso quali progettualità s’indirizza il futuro di un territorio.





