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Sea work service: reintegrati due lavoratori

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foto di Antonio Riefolo

Riceviamo e pubblichiamo:
Appena otto mesi fa, la Filt Cgil della Piana di Gioia Tauro, con un comunicato dal titolo emblematico “Licenziato prima di essere assunto” narrava la singolare storia di un proprio iscritto, RSA, ma prima ancora di un lavoratore dipendente della Sea Work Service, il quale dopo essere stato licenziato ingiustamente era stato reintegrato dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Palmi che, addirittura, accertava l’insussistenza del fatto posto a fondamento del licenziamento disciplinare.

Effettuata (e reiterata per ben tre volte) la rituale offerta della prestazione lavorativa, la datrice di lavoro Sea Work Service, anziché procedere al ripristino della situazione lavorativa precedente, pretendeva, quale condizione per la reintegrazione, che il lavoratore sottoscrivesse ed accettasse modificazioni contrattuali peggiorative, ed inoltre, che acconsentisse ad una corposa (molto meno della metà) decurtazione di quanto spettante a titolo di risarcimento danni e per di più che tale importo gli fosse corrisposto con una lunghissima dilazione.

Alle legittime richieste del lavoratore, che faceva presente anche per il tramite del suo legale di fiducia, Sabina Pizzuto, che aveva patrocinato il giudizio innanzi al Tribunale, che le modifiche delle condizioni contrattuali, per ovvie ragioni, potevano intervenire solo dopo la ricostituzione del rapporto di lavoro e non prima e che chiedeva di conoscere i criteri di calcolo, per verificare l’esattezza di quanto dovuto a titolo di risarcimento danni, il datore di lavoro, in spregio a qualsiasi norma di correttezza, prima che illegittimamente, per sottrarsi al confronto, interpretava la richiesta del lavoratore come rifiuto e, udite udite, gli faceva recapitare una lettera con la quale comunicava la risoluzione del rapporto di lavoro per rifiuto del lavoratore, licenziandolo prima ancora di assumerlo.

In quell’occasione il Segr. Gen. Filt Mimmo Laganà, aveva stigmatizzato il gravissimo episodio adottato per pura ripicca e in dispregio delle norme contrattuali e di legge assicurando il pieno sostegno al lavoratore protagonista di questa singolare vicenda.

Anche questa volta è stato necessario adire l’Autorità Giudiziaria con un ricorso predisposto, con la consueta dedizione e precisione, dall’Avv. Sabina Pizzuto la quale aveva già difeso il lavoratore in occasione del precedente licenziamento.

I risultati non si sono fatti attendere: con ordinanza del 28.04.2016 comunicata in data 02.05.2016 il Tribunale di Palmi, Sezione Lavoro, nella persona del Giudice del lavoro Natalino Sapone, ha dichiarato la nullità dell’atto di recesso per violazione di norme imperative disponendo una nuova reintegrazione nel posto di lavoro oltre al risarcimento del danno.

Un ringraziamento particolare questa O.S. esprime all’avvocato Sabina Pizzuto la quale con grande professionalità ha seguito l’intera vicenda ottenendo, per ben due volte, il massimo risultato per un lavoratore.

L’occasione ci permette altresì di segnalare che si è conclusa, seppure in primo grado in fase di opposizione, la vertenza giudiziaria di un altro lavoratore della Sea Work Service, il cui patrocinio legale è stato curato anche da Sabina Pizzuto, anch’esso ingiustamente licenziato.

Anche per lui, dopo la decisione del Tribunale di Palmi – Giudice del Lavoro, che ha dichiarato illegittimo il licenziamento e disposta la reintegrazione, si apre una nuova prospettiva e cioè quella di un posto di lavoro stabile che dovrebbe essere un diritto di tutti, ma che oggi più che un diritto è considerato una speranza.

Vogliamo ad ogni modo stigmatizzare come la Sea Work Service ad oggi risulta quanto mai un’azienda che predilige vessare i lavoratori facendo spesso riferimento allo strumento del licenziamento disciplinare e, comunque, individuale, in fattispecie per le quali tale sanzione estrema non è prevista dalle norme di legge e contrattuali. Lo dimostra come ad oggi la Sea Work Service si fregia di un record imbarazzante con oltre 10 licenziamenti individuali negli ultimi cinque anni, la maggior parte dei quali, se non tutti, sono stati dichiarati illegittimi.

La Filt-Cgil oggi più che mai lavora a difesa dei diritti dei lavoratori tutti.

Il segretario generale della Filt-Cgil Gioia Tauro
Domenico Laganà