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Sciopero Cgil, Calogero: «E’ Necessario dare una risposta dal Sud»

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GIOIA TAURO – Sedici ore di sciopero per manifestare contro il provvedimento sull’articolo 18 appena licenziato dal Governo Monti. E’ per comunicare proprio questa protesta, prevista in parte per il prossimo 17 aprile, che si è tenuta questa mattina una conferenza stampa voluta dal sindacato della Cgil a Gioia Tauro.

“Pensiamo sia necessario dare una risposta forte dal sud. Si tratta di un’emergenza dei diritti del lavoratore. – ha spiegato Nino Calogero, segretario Cgil Gioia Tauro – Riteniamo di essere una camera del lavoro di trincea, per i continui provvedimenti di messa in cassa integrazione, mobilità, per il futuro stesso del porto e via dicendo. Dunque la manifestazione è un’opportunità che la Cgil offre per affrontare le scelte sbagliate prese dal Governo, e speriamo di la giusta attenziona anche da parte della giunta regionale”.

Lo sciopero previsto per una durata pari a sedici ore, è diviso in due giornate di otto ore ciascuna. “La prima può essere decisa, nelle modalità, – ha aggiunto Calogero – dagli organismi territoriali. Mentre la seconda sarà stabilita universalmente e messa in atto nel mese di maggio, in una data ancora non specificata”.

“Non è uno sciopero contro, è uno sciopero con. – ha invece dichiarato Salvatore Larocca, segretario organizzativo – Dalla domenica delle palme distribuiremo dei volantini in modo da coinvolgere tutti, un movimento di massa insomma. E’ una partita importante, il lavoro non è una merce, ed è per questo che la Cgil ha lanciato un appello per la raccolta firme, che verranno poi presentate al Presidente della Repubblica, della Camera e del Senato.

La manifestazione del 17 aprile coinvolgerà la Piana del comprensorio – ha aggiunto – e sarà probabilmente l’unica protesta in tutta la Calabria, sotto forma di corteo, alla quale prenderà parte anche il segretario nazionale Fabrizio Solari”.

Hanno partecipato alla conferenza anche Mina Papasidero, Fillea Cgil, che ha improntato il suo intervento sui giovani e sulla necessità di una differenzazione dei settori per quanto concerne l’articolo 18 e Valerio Romano, Filcams Cgil.

“Essere senza tutela nel nostro territorio, – ha detto – significa consegnarlo alla criminalità. Vedersi cancellare un diritto, significa cancellare la prospettiva futura”.

Ed ha infine concluso l’incontro Domenico Laganà, Filt Cgil, presente anche lui al tavolo dei relatori.

Eva Saltalamacchia