Un preavviso che ha il suono dell’ultimatum quello lanciato dal Comitato a tutela della salute dei cittadini della Piana all’indirizzo dei vertici provinciali dell’Asp reggina con cui si da conto della imminente scadenza dei 30 giorni per ottenere un formale riscontro alla diffida trasmessa un mese addietro e sottoscritta da oltre 2400 cittadini con l’appoggio di diversi sindaci del comprensorio. «A oggi non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale: un silenzio istituzionale grave e ingiustificato, che integra una condotta omissiva non più tollerabile. Per tale ragione, nella prossima settimana procederemo con una delegazione, alla presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria» ha dichiarato con decisione la portavoce Marisa Valensise che si è anche soffermata sull’effettivo utilizzo dei posti letto in alcuni reparti, a quanto sembrerebbe, sottoutilizzati rispetto alla reale capacità. «A fronte di una dotazione strutturale pari a 20 unità, da oltre due anni se ne attivano stabilmente 15, con un massimo di 16» ha evidenziato, per via di un improprio utilizzo «a deposito durante i lavori delle sale operatorie, oggi verosimilmente ultimati; ne consegue l’immediata necessità di sgombero e ripristino funzionale di tali ambienti» mentre in altri addirittura l’occupazione scenderebbe ad un massimo di 9/10 posti «circostanza – ha proseguito – che si pone in palese contraddizione con l’esistenza di liste d’attesa abnormi, tali da indurre un numero crescente di cittadini a rinunciare alle cure». Una dura presa di posizione con la quale il Comitato ha inteso, ancora una volta, rilevare la «gestione inefficiente e distorsiva delle risorse sanitarie con diretta incidenza sulla tutela del diritto alla salute» chiedendo «interventi immediati, il pieno ripristino della capacità ricettiva e una radicale discontinuità amministrativa».
Sanità, il Comitato sul piede di guerra. Annunciato un esposto alla Procura di Reggio Calabria
Valensise: dall’Asp «silenzio grave e ingiustificato»





