Rosarno, sequestrati i beni di Nasso

Coinvolto nell'operazione Ares

Sequestro beni Nasso

Lunedì mattina i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro hanno sequestrato i beni dell’imprenditore Giuseppe Nasso, 40nne di Rosarno.

Il provvedimento deriva dell’indagine Ares, che nel mese di agosto dello scorso anno ha permesso ai militari dell’Arma di effettuare 45 misure di custodia cautelare in carcere, contro le cosche Cacciola e e Cacciola – Grasso di Rosarno.

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Le indagini, condotte dai Carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica diretta da Giovanni Bombardieri, hanno permesso di appurare come Nasso – destinatario in quella circostanza di uno dei provvedimenti in carcere poiché accusato di associazione mafiosa ed altri gravi reati – fosse partecipe della cosca Cacciola – Grassl, a favore della quale metteva a disposizione il patrimonio illecitamente detenuto, consentendole di perseguire il proprio programma delittuoso.

Nella ferramenta di Non, durante una perquisizione nel luglio del 2018, i Carabinieri trovarono in un controsoffitto circa un milione di euro, suddivisi in mazzette e confezionati all’interno di pacchi sottovuoto.

Sulla scorta delle evidenze probatorie raccolte sino a quel momento sono stati effettuati degli approfondimenti patrimoniali, delegati ai militari dell’Arma di Gioia Tauro e coordinate dal Procuratore Aggiunto Gaetano Calogero Pacie dal Sostituto Procuratore Adriana Sciglio, che hanno consentito di appurare una netta sproporzione tra il patrimonio accumulato negli anni dall’imprenditore e quello effettivamente dichiarato.

In particolare, l’odierno sequestro ha riguardato denaro contante, conti correnti, polizze assicurative e un’impresa individuale, comprensiva di tutto il compendio aziendale, insieme a beni immobili riconducibili a Nasso ed ai suoi familiari conviventi, per un valore complessivo di oltre 3,5 milioni di euro.