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Rosarno: La prima tappa della manifestazione “Tabula Rasa”

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ROSARNO –  Dopo la presentazione ufficiale presso  il “Salone dei Lampadari” e gli appuntamenti a Reggio Calabria, “Tabularasa 2012” ha fatto ieri tappa a Rosarno.

La seguitissima rassegna interculturale è organizzata da Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, direttori (responsabile ed editoriale) del portale di informazione strill.it.

“Dibattiti, musica e incontri per provare a pensare”, questo lo slogan del festival giunto, quest’anno, alla sua terza edizione e che vanta un programma con oltre 100 ospiti che visiteranno, oltre al Capoluogo e a Rosarno, le piazze di Africo, Monasterace, Gambarie e Scilla.

La serata, iniziata alle 19 con lo spettacolo per bambini a cura dell’associazione “Cieli aperti onlus”, ha visto alternarsi, nel salotto allestito nella cornice di Largo “Bellavista”, Stefania Limiti (giornalista professionista, autrice de “I fantasmi di Sharon” – Sinnos 2002, “Sono stato rapito a Roma, storia del tecnico nucleare israeliano Mordechai Vanunu” – Ed. L’Unità 2006 e “L’Anello della Repubblica” ed. Chiarelettere) e Paolo Cucchiarelli (giornalista parlamentare Ansa, che ha seguito le Commissioni d’inchiesta sui casi politico-giudiziari più eclatanti degli ultimi decenni: Moro, attentato Wojtyla, Gladio, Tangentopoli, Mitrokhin), che hanno portato avanti il dibattito dal titolo “Kennedy. I nuovi assetti e quegli anni in bianco e nero”.

I due creatori della rassegna culturale hanno argomentato sulla nascita di “Tabula Rasa”: «è un insieme di piccole cose che non gravano assolutamente sulle spalle degli enti territoriali – ha spiegato Raffaele Mortellini – e che nascono dall’esigenza di creare delle occasioni rigenerando, ad ogni incontro, la voglia di stare insieme passando una serata senza balletti, musica ad alto volume e fuochi d’artificio».

«Questa esperienza – ha concluso Giusva Branca – nasce dall’esigenza di avere un contatto diretto con i calabresi, un modo per incontrare la gente nel suo territorio».

Niente più sprechi, stop agli eventi senza un’anima, questo il leitmotiv della manifestazione, che punta, invece, «alla conversazione nuda e cruda, capace di creare quella partecipazione di cui necessita un territorio fragile come quello reggino.

Ma la novità del progetto sembra risiedere nella formula “a costo zero”, visto che «l’unico aiuto chiesto agli enti è stato quello di offrire i propri spazi migliori, accollandosi una quota all’interno dell’offerta totale».

Grazie a questo programma, la cultura è tornata prepotentemente al centro della scena, coinvolgendo il pubblico, che ha avuto la possibilità di porsi degli interrogativi, usufruendo di un intrattenimento culturale di alto livello, senza dover pagare alcun biglietto e «senza dover varcare alcun confine».

Francesco Comandè