
ROSARNO – Si è tenuto stamattina presso palazzo Foti, un proficuo incontro, disertato dai sindaci di Gioia Tauro e San Ferdinando, tra il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, ed il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi.
Durante la riunione sono state illustrate le risultanze del tavolo romano istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al quale ha preso parte Giuseppe Raffa, sulla grave crisi che attanaglia lo scalo portuale di Gioia Tauro.
«Quella di presenziare alla riunione – ha spiegato la Tripodi – è stata una precisa scelta di correttezza istituzionale sia nei confronti del presidente Raffa che di tutto il territorio della provincia reggina. La cosa più importante è capire le necessità dei lavoratori, ai quali dobbiamo dare delle risposte chiare, al di là di quelle che possono essere le strumentalizzazioni e le divisioni politiche».
Il primo cittadino rosarnese ritiene che «si debba lottare affinchè i tre comuni dell’autorità portuale vengano inclusi nell’accordo di programma quadro (APQ), ed inoltre al fine di stipulare uno specifico protocollo aggiuntivo di questi tre centri urbani che circondano lo scalo gioiese».
La priorità sembra quindi essere quella di ripartire da un accordo di programma, «la crisi che attanaglia il porto è molto grave ed in virtù di ciò bisogna chiedere la partecipazione di tutto il territorio e dei sindaci che lo rappresentano, affinchè vengano coinvolti negli incontri che verranno pianificati nei prossimi mesi a Roma».
Il presidente Raffa ha ringrazio il sindaco Tripodi, ricordando che «non è possibile dividersi sui problemi che riguardano l’intero territorio, perché ciò sarebbe un grave errore sia politico che sociale. Il porto di Gioia Tauro sta morendo – ha spiegato il dirigente – la cassa integrazione e la conseguente disperazione dei lavoratori sono un segnale palese che evidenzia come i percorsi del passato non sono stati virtuosi. Oggi, invece, abbiamo il dovere d’intervenire per raddrizzare la rotta, dare certezze ai lavoratori e concretezza al futuro di questa struttura: al retro porto, alla logistica e a quant’altro aiuti lo sviluppo economico e sociale del comprensorio e dell’intera provincia».
Francesco Comandè




