Rosarno: Al via l’indagine ambientale sui tumori

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ROSARNO – In seguito a diverse segnalazioni dei cittadini su una presunta connessione tra potenziali fattori inquinanti e patologie tumorali nel rione “Fera”, a Rosarno, il dipartimento provinciale reggino dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal) ha deciso di avviare un’indagine epidemiologica ambientale ad ampio spettro.

«L’indagine – aveva dichiarato nei giorni scorsi Angela Diano, direttore del Dipartimento provinciale dell’Arpacal – dovrà prevedere due fasi parallele: un monitoraggio ambientale che integri i dati già in possesso di Arpacal per le matrici aria, radiazioni ionizzanti e amianto, e un’indagine epidemiologica accurata sul territorio, in un’area circoscritta, a cura del Cera (Centro Epidemiologico Regionale Ambientale) che, in riferimento ai dati forniti ed in rapporto alle patologie riscontrate, possa condurre ad un eventuale monitoraggio mirato alle matrici ambientali».

Su sollecitazione di Raffaele Lavorato, cittadino di Rosarno che ha denunciato l’anomalia di numerosi casi di cancro nel rione in cui è residente, nella giornata di oggi, presso palazzo “San Giovanni”, si è svolto un incontro tra i dirigenti dell’Arpacal, Francesco Nicolace, Michelangelo Iannone, Angelo Rocca,  Emilio Centorino e Francesco Suraci ed il primo cittadino medmeo, Elisabetta Tripodi.

Per la prima fase dell’indagine, i dirigenti Arpacal, oltre alla collaborazione dell’Asp «che dovrà fornire i dati sui ricoveri ospedalieri, al fine di verificare l’incidenza e le cause dei decessi», hanno chiesto «la stretta collaborazione dei medici di base operanti in città, affinché forniscano l’elenco dei pazienti affetti da tumori».

Il Dipartimento per la protezione dell’ambiente avrà inoltre accesso ai dati anagrafici del comune e all’elenco degli insediamenti produttivi che si trovano nel circondario, «al fine di poter creare una mappatura su eventuali elementi pericolosi per la popolazione». I risultati ottenuti dalla ricerca saranno rapportati e confrontati con altri comuni aventi caratteristiche similari alla cittadina in questione.

Per quanto attiene alla seconda fase dell’indagine, si è appreso che  «sarà avviata utilizzando l’ausilio di un laboratorio mobile, dotato di strumentazione in grado di misurare gli agenti inquinanti atmosferici, eventuali presenze di radioattività e le emissioni di diossina. Esso verrà collocato, per il periodo di 30 giorni,  in un’area della città avente caratteristiche rispondenti alle esigenze delle ricerche».

Al tavolo tecnico, hanno inoltre partecipato il consigliere provinciale Gianni Arruzzolo, che ha garantito il massimo supporto,  il vicesindaco Carmelo Cannatà, gli assessori Francesco Bonelli e Mimmo Scriva, il presidente del consiglio comunale Antonio Bottiglieri e i consiglieri Grace D’Agata e Franco Bruzzese. In rappresenta dell’Asp, era presente Domenico Mittica, Dirigente del Servizio “Igiene Sanità Pubblica e Vigilanza” di Palmi.

Francesco Comandè