Riparte a Gioia l’Oratorio over 50

Nella parrocchia di San Gaetano Catanoso

L’oratorio over 50 della parrocchia di San Gaetano Catanoso di Gioia Tauro riapre i battenti dopo la pausa estiva.

Lo fa con la carica che contraddistingue il gruppo, pronto ad affrontare un nuovo anno insieme.

A darne comunicazione nei locali sotterranei della chiesa è stata ieri la responsabile dell’oratorio Graziella Papalia, supportata dal parroco don Giovambattista Tillieci, che annualmente le rinnova l’incarico.

“Mi rimetto in gioco con umiltà e voglia di fare. Vorrei che fossimo tutti responsabili del gruppo e che tutti collaborassimo come abbiamo sempre fatto nel segno della condivisione e del sano divertimento”, ha detto Graziella Papalia.

Ad assistere all’incontro anche nuovi possibili soci, il parroco con il suo sorriso rassicurante, Sorella Anna, responsabile oratorio bambini, sorella Berna e l’assessore comunale Carmen Moliterno.

“Sarebbe bello che associazioni e gruppi gioiesi si unissero per il bene comune. – ha detto – Sono gioiese di adozione e da poco tempo cerchiamo di migliorare la città, ma avete tutto il mio supporto”.

L’assessore ha poi colto l’occasione per comunicare le prossime date relative agli eventi gioiesi. Primo fra tutti, il prossimo 19 ottobre, l’intitolazione di una parte della biblioteca comunale al poeta e scrittore Antonio Orso, da pochi mesi venuto a mancare.

“Sono previsti poi degli incontri incentrati sulla donna , partendo dalle poesie e dalla complicata vita di Alda Merini a dieci anni dalla sua morte”, ha aggiunto.

E proprio riallacciandosi all’argomento femminile che don Giovambattista oltre a ringraziare Graziella Papalia per il suo costante e serio contributo, ha palesato la volontà, in concomitanza con la giornata nazionale contro la violenza femminile, di pitturare di rosa una panchina del piazzale antistante la parrocchia, e intitolarla ad una donna vittima del male maschile.

Tante belle idee insomma e nuovi incontri per i non più giovanissimi che lavorano costantemente in casa e fuori casa, attivi come ventenni, che si concedono una distrazione in più, incastrata tra nipoti, corsi yoga, cinema o teatro. Un esempio per i veri giovani che hanno perso di vista il bisogno e l’importanza del contatto fisico fatto di piccoli gesti.